Il Console Generale d’Italia lascia il Venezuela

Pubblicato il 31 maggio 2017 da redazione

Pubblichiamo la lettera aperta con la quale il Console Generale d’Italia a Caracas, Mauro Lorenzini, saluta la nostra Collettività dopo aver svolto la sua missione in Venezuela

“A conclusione del mio mandato nelle funzioni di Console Generale d’Italia a Caracas vorrei rivolgermi a tutta la collettività italiana innanzitutto per congedarmi e per augurare a tutti un futuro migliore sperando che l’attuale periodo di difficoltà possa presto essere superato. Allo stesso tempo vorrei scusarmi personalmente con tutti coloro che hanno incontrato difficoltà nell’accedere ai servizi consolari o che non hanno ricevuto un servizio impeccabile. Abbiamo fatto del nostro meglio per garantire il più ampio accesso possibile ai servizi consolari e per mantenere aperti i canali di comunicazione per poter risolvere la maggior parte dei casi in cui i connazionali ci informavano di queste problematiche. Sono tuttavia consapevole che a causa della fortissima domanda di servizi non sempre questo è stato possibile e per questo ritengo che le mie scuse siano doverose.

Su un registro diverso e più positivo vorrei però spostare lo sguardo verso il futuro e sulle enormi potenzialità presenti nella comunità di italiani residenti in Venezuela in ragione della sua consistenza numerica, della sua collocazione sociale e della altissima qualità umana di molti suoi esponenti che ho potuto personalmente riscontrare.
Al fine di valorizzare tali potenzialità, vorrei rivolgere qualche suggerimento volto a migliorare la capacità di organizzazione della comunità, in modo da poter assicurare un più efficace raccordo con il mondo dell’emigrazione italiana, con il Ministero degli Esteri e con le molte Istituzioni Italiane che si occupano degli italiani all’estero.

I molti cambiamenti intervenuti negli ultimi anni anche a livello tecnologico impongono un profondo rinnovamento e talvolta un cambio di mentalità, soprattutto nelle istituzioni alle quali la Legge italiana affida precise funzioni di rappresentanza degli interessi della comunità italiana in Venezuela. Tale rinnovamento non può non passare per una più ampia partecipazione di tutti gli ambienti comunitari estesa soprattutto ai giovani.
La comunità ha bisogno del contributo di tutti, un contributo di idee e progetti, di azione e soprattutto di solidarietà. E’ auspicabile che da questa più ampia dinamica di confronto emerga un profondo rinnovamento della leadership comunitaria che sia espressione del merito, della professionalità e dell’autorevolezza che pure sono ampiamente presenti nella comunità.

Tale ricambio delle più alte cariche comunitarie rappresenta a mio avviso la condizione necessaria per presiedere ad una profonda riorganizzazione delle istituzioni comunitarie , che appare quanto mai urgente per cogliere le sfide poste dalla difficile situazione attuale ma anche per preparare le basi per cogliere le opportunità’ non appena le condizioni generali lo permetteranno.

Una tappa importante di questo processo di riorganizzazione è a mio avviso la valorizzazione delle associazioni regionali, che restano l’ambito privilegiato per favorire la riscoperta delle tradizioni dei luoghi di origine dell’immigrazione. Tale riscoperta delle appartenenze regionali rappresenta innanzitutto il presupposto per rinsaldare il rapporto identitario delle generazioni più giovani nate all’estero. Costituisce inoltre un fattore importante per promuovere la partecipazione dei connazionali alle attività comunitarie e cruciale per assicurare il necessario raccordo con le amministrazioni delle Regioni di provenienza che spesso promuovono programmi a beneficio delle diaspore.

Sul piano delle priorità, ritengo che al momento la problematica che necessita maggiore attenzione sia quella degli anziani bisognosi di assistenza. L’attuale situazione, caratterizzata dall’erosione del potere di acquisto delle pensioni e dall’emigrazione delle generazioni più giovani, sta causando una vera e propria emergenza anziani. Per far fronte a queste esigenze, specie nei casi di maggiore disagio, il Governo italiano ha stanziato risorse aggiuntive che permetteranno al Consolato Generale di incrementare le prestazioni assistenziali in termini economici e di assistenza medica.

La gravità della situazione impone tuttavia uno sforzo maggiore e più ampio che coinvolga tutte le componenti organizzate delle comunità italiana che dovrebbero riorientare le risorse disponibili verso questo tipo di necessità. In questo contesto una priorità è rappresentata dai ricoveri per anziani che sono al momento insufficienti. Si tratterebbe pertanto di mobilitare la solidarietà comunitaria sia per sostenere le strutture esistenti e sia per crearne di nuove avendo cura di utilizzare modelli associativi che agevolino il concorso del contributo dello Stato.
Anche la situazione medica e farmaceutica impone uno sforzo maggiore. Per far fronte a tali difficoltà si potrebbe immaginare la creazione di un consorzio di medici italiani operanti nel Paese che in collaborazione con il Consolato possa offrire prestazioni mediche solidali ed eventualmente agire come brooker di servizi medico sanitari. Tale coordinamento permetterebbe di abbassare i costi e di migliorare la capacità di copertura. Attraverso poi la stipulazione di appositi atti di cottimo con il suddetto consorzio il consolato potrebbe finanziare una più ampia gamma di servizi medici a favore dei connazionali in situazione di disagio economico.

Sul piano delle attività culturali un aspetto prioritario è senz’altro costituito dal rilancio del mondo scolastico italofono. Anche in questo ambito le potenzialità sono enormi ma per essere colte è anche qui necessario un profondo rinnovamento ed un deciso cambio di passo. Sono innanzitutto necessari investimenti importanti per migliorare la qualità e la formazione dei docenti a garanzia di un’offerta formativa di qualità in grado di essere concorrenziale con le altre scuole straniere. E’ poi urgente assicurare un maggior coordinamento tra tutti gli enti e le scuole interessate ad offrire una formazione “italiana” che assicuri in prospettiva una razionalizzazione dell’offerta. Tale coordinamento potrà inoltre organizzare la partecipazione attiva delle scuole italiane alle molte iniziative innovative organizzate dal Ministero degli Affari Esteri e della Pubblica Istruzione nel campo dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana. Per tutte si ricordano gli stati generali della lingua italiana nel mondo, e il portale dedicato all’insegnamento della lingua italiana all’estero. Tali azioni sono urgenti e necessarie al fine di riqualificare gli enti e le scuole interessate a ricevere il sostegno finanziario messo a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri.

Sul piano dell’ Informazione la sfida è sul web e nelle reti sociali. In tali ambiti vi è un margine amplissimo per i media “comunitari” per assicurare una informazione corretta, contrastare la disinformazione e la diffusione di notizie non verificate che spesso si diffondono in modo incontrollato. Vi è spazio per riorientare un’offerta informativa che abbia un maggior carattere di servizio pubblico incorporando più contenuti istituzionali e amplificandone la diffusione. E’ necessario che l’informazione sui temi di interesse della comunità di connazionali residenti non venga monopolizzata da pochi individui attivi sui social network spesso animati da scopi personali.

Vorrei concludere questa mia lettera indirizzando i miei saluti e i miei ringraziamenti ai titolari degli Uffici Consolari Onorari per il loro quotidiano impegno a servizio della collettività italiana. Il loro operato resta cruciale in una Paese che presenta un territorio vastissimo ed una presenza consolare di I categoria limitata alla capitale e alla città di Maracaibo. Considero il loro operato importantissimo soprattutto per quanto riguarda i servizi di assistenza sociale agli indigenti che vivendo nei centri più lontani non potrebbero ricorrere ai servizi consolari disponibili nell ́ambito assistenziale.

Scusandomi per la lunghezza di questo mio saluto vorrei congedarmi salutando cordialmente tutti gli italiani e tutti i venezuelani di origine italiana che in questi due anni e mezzo il Consolato Generale ha cercato di servire al meglio delle sue possibilità, augurando a tutti che la difficile situazione attuale possa presto risolversi permettendo il miglioramento delle condizioni di vita degli oriundi italiani e il rilancio delle attività ‘ di una comunità di persone che così tanto a contribuito allo sviluppo economico e civile di questo grande Paese.
Mauro Lorenzini

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