All’estero “cool” lavoro e studio, in Italia è ancora tabù

ROMA. – All’estero pagarsi gli studi lavorando è la norma, persino Jeff Bezos, il fondatore e ceo di Amazon, si è fatto le ossa nel mondo del lavoro servendo hamburger e patatine in un punto vendita McDonald’s d’oltreoceano. In Italia è ancora un tabù, forse per la tardiva uscita di casa dei giovani, ma le cose stanno cambiando.

Da McDonal’s Italia, ha detto il responsabile delle risorse umane Stefano Dedola in occasione del convegno Fipe-Confcommercio “Dalla scuola all’impresa”, su circa 20mila dipendenti il 32% sono studenti-lavoratori e l’81% ha meno di 35 anni. Mentre gli stranieri sono il 15% e le donne il 60%. Dati che, per Dedola, “illustrano il ruolo economico e sociale della nostra rete di 550 ristoranti.

Da noi passano molti ragazzi – ha aggiunto – che imparano ad avere a che fare col mondo del lavoro, in termini di puntualità, lavoro di squadra, rispetto delle responsabilità, per poi rimanere in azienda ma anche lavorare su altro. Come hanno fatto i politici Federica Mogherini, in Inghilterra, e Matteo Salvini. Persino l’attore Salvatore Esposito, prima di diventare il famoso Genny protagonista della serie Gomorra, ha lavorato in un nostro ristorante”.

L’alternanza scuola-lavoro nel gruppo della ristorazione veloce trova ora piena espressione nel progetto “Benvenuti studenti” costruito insieme al ministero dell’Istruzione. Una opportunità, ha precisato il responsabile del personale, aperta non solo agli studenti dell’Alberghiero e che prevede dieci ore di training on the job prima di essere coinvolti nelle attività di accoglienza, servizio al tavolo, interpretariato, organizzazione delle feste dei bambini.

L’azienda, ha osservato, “a differenza della scuola lavora su competenze trasversali” ha aggiunto Dedola nel precisare che da gennaio McDonald’s Italia ha ospitato circa mille ragazzi e i percorsi formativi continueranno questa estate. Da una ricerca dell’Università Cattolica con interviste a un campione di 900 studenti l’esperienza “risulta col senno del poi molto utile” per l’88% degli interpellati.

Anche Autogrill ha attivato progetti di alternanza scuola-lavoro dal 2016. “Insegniamo ai ragazzi – ha precisato Lucia Sansovini – soprattutto la logica del servizio, oltre a fornire loro corsi ad hoc sulla sicurezza del lavoro e quella alimentare. Nel 2017 era previsto il coinvolgimento di 240 studenti in dieci regioni, ma hanno aderito 150 ragazzi in nove regioni”.