Sblocco stipendi Pa: arriva direttiva, salvo il bonus di 80 euro

ROMA. – E’ pronta la direttiva ‘madre’ che detta le linee per lo sblocco dei contratti nel pubblico impiego, dopo uno stop di otto anni. La ministra della P.A, Marianna Madia, ha infatti definito i pilastri per il rinnovo che poterà nelle tasche un aumento medio di 85 euro. Di certo gli scatti non cancelleranno il bonus 80 euro. Ci sarà quindi un paracadute per i redditi sotto i 26mila euro.

I nuovi contratti saranno così più generosi con chi guadagna meno. Ma non è la sola novità, l’atto di indirizzo riapre le porte al welfare contrattuale, con servizi gratuiti o quasi anche per asili nido o campi estivi per i figli. Non manca poi la lotta all’assenteismo: niente premi se si registrino tassi anomali.

C’è però ancora spazio per aggiustamenti, la direttiva si chiuderà dopo il confronto con Regioni, Comuni e le altri parti interessate. L’incontro è fissato per giovedì 8 giugno. Dopo di che la palla passa all’Aran, l’Agenzia che rappresenterà il Governo nei negoziati. Trattative che si svolgeranno su 4 tavoli (P.A. centrale e locale, sanità e istruzione). La direttiva darà indicazioni comuni per tutti, poi da declinare in ciascun comparto. D’altra parte questo è solo l’avvio.

A definire i rinnovi saranno gli accordi con i sindacati. La prima preoccupazione è non far saltare gli 80euro a quanti si trovano nella fascia tra i 24 e i 26mila. Si tratta di circa 200 mila dipendenti (su un totale nella P.A. di 800mila). C’è chi parla di piramide rovesciata, chi di una scala alla Robin Hood, il concetto è limare gli aumenti per chi guadagna di più ricavandone un tesoretto per i più ‘poveri’. A tradurre in realtà il principio saranno i tavoli all’Aran.

I sindacati però preferirebbero una regola generale, volta a impedire che i rinnovi mangino il bonus ( (ANSA) – ROMA, 31 MAG – per altro esentasse) sia nel pubblico che nel privato. Sarebbe stata già risolta la questione sui premi di produttività, a cui va attribuito almeno il 50% della parte variabile del salario accessorio (al netto di indennità, come quelle di turno).

Inoltre la direttiva dà alle parti il mandato per rivedere il capitolo ‘malattia’, costruendo permessi ad ore per le visite specialistiche senza penalizzazioni in busta paga. Intanto è arrivato il via libera del Senato al decreto bis sui ‘furbetti’ atteso ora al prossimo Cdm, insieme a quello sulle partecipate. E’ invece di oggi l’approvazione del Piano per il digitale (in ballo ci sono 4,6 miliardi). Per Madia la strategia “rivoluzionerà le modalità di acquisto” nel settore.

(di Marianna Berti/ANSA)