Pronta retromarcia anche su Cuba, via le aperture di Obama

(Photo credit MANDEL NGAN/AFP/Getty Images)
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WASHINGTON. – E’ da considerarsi una delle pietre miliari della presidenza Obama: l’apertura a Cuba e il ripristino delle relazioni degli Usa con l’isola, superando oltre mezzo secolo di gelo. Una strada su cui però il presidente Donald Trump sarebbe adesso pronto a fare marcia indietro, ribaltando così un’altra delle azioni del suo predecessore. In particolare Trump potrebbe reintrodurre limiti su viaggi e commercio tra gli Stati Uniti e Cuba, spiegando la svolta come un approccio più punitivo nei confronti del governo di Castro in risposta agli abusi sui diritti umani.

Lo scrive il New York Times, secondo cui Trump è intenzionato ad annunciare i cambiamenti sulle politiche di apertura a Cuba già questo mese a Miami. Fonti vicine al presidente riferiscono al giornale che così facendo Trump darebbe seguito ad una promessa elettorale che sta a cuore alla comunità cubano-americana. Il presidente non ha tuttavia preso una decisione definitiva su quali passi intende prendere – si sottolinea – a causa di disaccordi all’interno della sua amministrazione circa la misura in cui si intende smantellare una delle maggiori azioni di politica estera realizzate del presidente Obama.

Perché se le valutazioni politiche per Trump possono indicare nella svolta la direzione utile per consolidare consensi, non manca anche tra i suoi stretti collaboratori chi ‘in privato’ riconosce vantaggi in quanto conseguito dalla precedente amministrazione nel superamento delle dinamiche da Guerra Fredda, che oltre a ripristinare le relazioni diplomatiche ha aperto a viaggi e commercio fino a segnare la strada per la cooperazione in molti settori, che vanno dalla condivisione di intelligence, alla lotta al crimine fino alla ricerca scientifica.

Da cui il riproporsi di un dilemma ormai quasi diventato uno ‘schema’ per il presidente Trump, ovvero la scelta tra dare seguito alle promesse elettorali che lo hanno portato alla Casa Bianca o ‘ammorbidire’ alcune posizioni in nome di un pragmatismo segna la differenza tra un candidato presidente ed un presidente.

Su Cuba in particolare però, pur giudicando negativamente l’apertura di Obama e promettendo un intervento, Trump non ha mai davvero delineato quale sia la strada che intende percorrere per rimediare. Il senatore Marco Rubio, cubano-americano e suo sfidante nelle primarie, gli dà fiducia: “Sono sicuro che il presidente manterrà il suo impegno su Cuba effettuando cambiamenti mirati e strategici e che spingeranno le aspirazioni dei cubani per libertà economica e politica”.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)