Renzi attacca Pisapia e invoca il voto utile per il Pd

Pubblicato il 05 giugno 2017 da redazione

ROMA. – “Non vogliamo allearci” col Cavaliere e “non siamo noi gli avversari, caro Giuliano”. Matteo Renzi non accetta l’accusa di aver già pronto l’inciucio post-elettorale con Berlusconi. E per la prima volta attacca Giuliano Pisapia. Lo iscrive alla “sinistra radicale” che “fa polemica contro il Pd ogni momento”. E alla lista di centrosinistra cui lavora Pisapia, lancia subito il guanto di sfida: l’unico modo per evitare le larghe intese è votare il Pd, non i “partitini”.

Il primo appello al voto utile, insomma. Si annuncia un vero “assedio” in campagna elettorale: tutti contro il Pd, in nome dell’inciucio con Berlusconi. Ne sono sicuri i parlamentari Dem, che non nascondono qualche timore. Anche perché dopo le critiche di Walter Veltroni, anche un altro padre fondatore del Pd come Romano Prodi si schiera contro l’accordo sul sistema tedesco. L’ex premier ribadisce di essere vicino al Pd, pur non avendo più la tessera, ma annuncia che se ne andrà, se dopo il voto arriverà l’accordo di governo col Cav.

La replica è affidata alle parole felpate del capogruppo Ettore Rosato: “Ho una stima incondizionata per Prodi, come per Veltroni, ma richiamo solo alla realtà dei fatti: abbiamo fatto il meglio per tenere tutti dentro l’accordo sulla legge elettorale” e l’alleanza con Berlusconi “non è nei nostri programmi”. Si è fatta, sottolinea anche Renzi, “l’unica legge possibile”.

Ma l’accusa di volere “l’inciucio” col Cav è rilanciata dalla minoranza orlandiana: “Sarebbe un’ipotesi innaturale”, attacca il ministro, mentre i suoi chiedono un referendum tra gli iscritti sulle alleanze. “Il Pd si fermi o non sarà più il mio partito”, dice Rosy Bindi. E anche Cesare Damiano anticipa che in caso di larghe intese valuterà di uscirne.

I renziani mettono in conto che qualche esponente della sinistra possa lasciare subito dopo l’approvazione della legge elettorale. Ma Rosato assicura: “Renzi farà di tutto perché non esca nessuno”. Intanto, Renzi stesso si incarica di replicare alle accuse più affilate: “Pisapia ha detto: come farà il Pd a allearsi con chi ha fatto la legge per depenalizzare il falso in bilancio? Noi non vogliamo allearci, caro Giuliano. Fare critiche è facile ma si ricordi che quella legge l’abbiamo abolita noi”.

L’unico modo di evitare le larghe intese, è la strategia “difensiva” di Renzi, è premiare il Pd con “tanti voti”. Per sfondare al centro, oltre che a sinistra, il segretario Dem anticipa che “farà liste molto larghe, pescherà al centro e a sinistra, nell’associazionismo e nella società civile, non si chiuderà nei propri confini stretti”, assicura.

E al Nazareno si mostrano ottimisti che anche alla prova delle comunali di domenica il partito nonostante tutto regga, arrivando al ballottaggio in comuni come Genova, Palermo e Parma dove invece il M5s rischia di restare fuori.

Ma a sinistra gli avversari non mollano la presa. Pier Luigi Bersani, che con i suoi lavora per allargare il più possibile il nuovo soggetto, sostiene che è “chiaro anche a un bambino” che c’è già l’accordo con Berlusconi e afferma che andare al voto anticipato è da “irresponsabili” perché porta all’esercizio provvisorio di bilancio. Al contrario, replica Renzi. Che rilancia: “Noi non abbiamo fretta di votare, non ci interessa la data del voto, noi abbiamo fretta di abbassare le tasse, tutto qui”.

(di Serenella Mattera/ANSA)

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