L’Inter aspetta Spalletti, ma il futuro è già iniziato

MILANO. – Un toscano verace, un po’ filosofo e un po’ psicologo, a volte permaloso, spesso polemico, esuberante e torrenziale, sempre e comunque protagonista: Luciano Spalletti – definito da James Pallotta uomo complicato e geniale – dovrà mettere in riga il riottoso spogliatoio dell’Inter, riuscire a instaurare un dialogo con una società che parla solo cinese, tornare a far gustare al caldo pubblico di San Siro il dolce sapore della vittoria per ora dimenticato.

Il tecnico di Certaldo, atteso in queste ore a Milano, a 58 anni, non è stanco di nuove sfide dopo due anni vissuti pericolosamente a Roma dove, alla fine, il caso Totti ha tenuto banco oscurando persino i risultati sportivi. Spalletti non ha saputo leggere e capire il cuore popolare che batte forte per un giocatore nato e cresciuto nella capitale, alle prese con il più difficile dei travagli, il più duro degli addii. Una frattura dolorosa quella tra il tecnico e i tifosi, una incompatibilità che lo ha portato direttamente a Milano per ricominciare.

Ritrova un vecchio compagno di avventure, Walter Sabatini. Lo attende un ambiente poco sereno, travolto dai vorticosi cambi di panchina, da Mancini a Vecchi, passando per De Boer e Pioli. Non sarà facile ma Spalletti non è uomo che si scoraggia facilmente. Probabilmente ha già le idee chiare sul tipo di squadra che vuole creare. Punta a trattenere Perisic, ad assicurarsi Bernardeschi, forse Berardi, di certo Rudiger, accarezzando il difficile sogno di Nainggolan.

Suning gli darà budget e fiducia per dimenticare una pessima annata chiusa nella polvere del settimo posto in classifica. Questa volta l’Inter mostra di avere le idee chiare, almeno nella scelta dell’allenatore, niente casting sotto i riflettori piuttosto una scelta che ha messo d’accordo le due anime della società, divisa tra Milano e Nanchino. A metà strada c’è Steven Zhang, il ragazzo prodigio destinato a diventare amministratore delegato del club nerazzurro e a fare da trait d’union tra Italia e Cina. Ultimi giorni per la presidenza Thohir che sta per abbandonare il palcoscenico nerazzurro.

Nuovi nomi e nuovi volti sono attesi ad Appiano Gentile. In arrivo l’ex direttore sportivo della Roma Frederic Massara e Dario Baccin, direttore tecnico e responsabile del settore giovanile del Palermo.

Il futuro inizia oggi, eppure restano i dubbi e le scorie di un biennio decisamente caotico. L’allenatore è fatto, l’accordo c’è, mancano solo firme e annuncio. Bisognerà vedere come si svilupperà il rapporto tra Spalletti e il Suning. La società ha bisogno di riunificarsi, trovando al proprio interno una sola voce con cui parlare.

Sabatini sembra essere l’uomo giusto al posto giusto ma – se la sua seconda vita dovesse dividersi fra l’Italia e la Cina – potrebbero tornare quel vuoto e quell’assenza che hanno caratterizzato i periodi recenti. Evoluzioni societarie tutte da decifrare. Nel frattempo, ancora un allenatore, ancora una storia da scrivere.

(di Daniela Simonetti/ANSA)