Rodríguez: “López avrebbe accettato casa per carcere”

Tintori insta a la desobediencia civil

CARACAS – Dopo tre anni di carcere, nella prigione militare di Ramo Verde, il leader di “Voluntad Popular, Leopoldo López, sarebbe stato disposto ad accettare le condizioni dettate dal governo del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ma la moglie, Lilian Tintori, lo avrebbe evitato. Lo ha assicurato il Sindaco del “Municipio Libertador”, Jorge Rodríguez, che ha visitato il prigioniero politico nel carcere assieme alla sorella, la ministro degli Esteri Delcy Rodríguez, e all’ex presidente del parlamento spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero.
Un accordo per permettere al leader di “Voluntad Popular” di trascorrere il resto della pena in casa, darebbe di nuovo ossigeno al governo ma López, ha affermato Tintori, “non negozierebbe mai la sua libertá”.
– Prima quella del Paese – ha affermato l’italo-venezuelana che lotta per i diritti umani in Venezuela -. Non si tratta della libertà di un uomo ma quella di tutta una nazione.
Dal canto suo, Jorge Rodríguez ha smentito le affermazioni di Tintori e ha accusato, e il vicepresidente del Parlamento, Freddy Guevara, di rendere ancora piú difficile e complessi i negoziati promossi dal presidente Maduro.
– La verità è che López voleva accettare – ha riferito Rodríguez che ha assicurato di avere in suo possesso le prove e di mostrarle qualora Tintori si permettesse di smentirlo.
Stando all’attivista, che si batte per ottenere la libertà assoluta del marito in carcere, Leopoldo López sarebbe in un cella d’isolamento.
– Quello che tutti noi vogliamo per Leopoldo – ha sottolineato Tintori – è la libertà senza condizioni perchè è innocente.

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