Banche venete, Governo: “Non le faremo fallire”

ROMA. – Niente fallimento, che potrebbe colpire la ripresa economica in corso ma nemmeno “alcuna forma di bail in”. Mentre proseguono le trattative con la Ue, il governo ribadisce la linea da non superare nella soluzione da individuare per le banche venete. Il sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta avvisa: i due istituti, benchè non fra i maggiori del paese, se messi in liquidazione scatenerebbero una “crisi sistemica” danneggiando non solo l’economia regionale, che è uno dei ‘motori’ d’Europa, ma anche quella nazionale.

Lo Stato, che ha già sottoscritto garanzie sui bond, interverrà così con la “ricapitalizzazione precauzionale” con fondi pubblici ma lo farà solo dopo l’assenso dell’Europa senza quindi prove di forza e strascichi giudiziari con la dg competition. Con Bruxelles, che ha dato nei giorni scorsi il via libera di massima a Mps (con dettagli non di poco conto ancora da definire come sui rimborsi ai clienti) il nodo resta quello della partecipazione dei privati che la Commissione ha quantificato in circa 1 miliardo e che l’Italia vuole dimezzare coinvolgendo altri soggetti.

Baretta vorrebbe anche la partecipazione degli “imprenditori locali”, che sono stati fino a ora “restii”. Ma anche l’interesse di fondi private equity si è raffreddato negli ultimi giorni in assenza di un quadro chiaro. E’ pur vero, sottolineano diverse fonti, che la trattativa ha bisogno di tempo per via della sua complessità e nel caso gli investitori privati vogliono avere garanzie sul loro investimento.

In attesa il segretario First Cisl Giulio Romani lancia una proposta per ‘ripulirne’ le sofferenze: creare una società di gestione che le acquisti a valore di libro con l’apporto di fondazioni, banche, investitori e anche degli stessi lavoratori con il 5% della loro retribuzione.

“Per la Vicenza basterebbe 1 miliardo” spiega ma si potrebbe applicare all’intero sistema sottraendo così il business alle società del settore. Una proposta giudicata con favore da Baretta e apprezzata, pur non facendola propria, dal responsabile vigilanza di Banca d’Italia Barbagallo secondo cui “sugli npl italiani” ci sono i “fondi avvoltoio’ che approfittano di prezzi e “eccessivamente bassi”.