Scuola: esami terza media alle porte, il 15 giugno prova Invalsi

ROMA. – Esami di terza media dietro l’angolo. Questa settimana suona l’ultima campanella dell’anno quasi ovunque e, dopo un week end di relax, migliaia di studenti dovranno affrontare uno degli appuntamenti più importanti del proprio percorso scolastico. Le date di inizio sono diverse da istituto a istituto, ma orientativamente gli esami cominceranno la prossima settimana. L’unica data uguale per tutti i ragazzi di terza media è quella della prova nazionale Invalsi fissata per il 15 giugno.

Due sono le condizioni essenziali per essere ammessi all’esame: aver frequentato almeno tre quarti dell’orario annuale e una votazione di almeno 6 decimi in tutte le materie, compresa la condotta. I candidati dovranno affrontare prove scritte (italiano, matematica, inglese, seconda lingua comunitaria, la prova Invalsi) e un colloquio orale.

A guardare i risultati dello scorso anno (2015-2016) appena pubblicati dal Miur emerge un andamento in crescita sia del numero di ammessi sia di coloro che ottengono la licenza: in particolare il 97,6% degli studenti del terzo anno viene ammesso a sostenere le prove di esame mentre il 99,8% consegue il diploma conclusivo del primo ciclo.

In aumento anche il numero degli studenti che “escono” con una votazione superiore all’otto (26,1% rispetto al 25,3% del 2014-2015) mentre diminuisce la quota di alunni che ottiene una valutazione di sei o sette (51,3% rispetto al 52,3% del 2014-2015).

Le regioni di “eccellenza” risultano essere la Puglia e la Calabria dove, rispettivamente, il 13,7% e il 12,9% degli studenti superano l’esame con dieci/dieci e lode. Per contro, le regioni dove è maggiore la percentuale di studenti che conclude il proprio percorso con una valutazione appena sufficiente sono la Sardegna (27,2%) e il Veneto (26,6%). Un divario di genere, già presente nel rendimento scolastico, si conferma al momento dell’esame: circa il 12% delle ragazze si diploma con il dieci mentre per i maschi questa percentuale scende al 6,3%; inoltre più della metà dei ragazzi si licenzia con un voto inferiore all’otto (il 30% con sei e il 29% con sette).

Quanto agli studenti stranieri (circa il 9% dei partecipanti all’Esame di Stato), il tasso di ammissione è inferiore di circa 5 punti percentuali a quello dei compagni “italiani” (93% contro il 98%). E quasi il 43% dei licenziati con cittadinanza non italiana esce dal percorso del primo ciclo con appena la sufficienza (nel caso degli italiani si tratta del 22,4%).