Comunali: domenica nove milioni al voto in 1.004 città

ROMA. – Saranno 9.172.026 gli elettori chiamati al voto domenica prossima in 1.004 Comuni per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali e per l’elezione dei consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario. Rispetto al dato precedente di 1.005 comuni chiamati alle urne, il numero complessivo dei centri al voto si riduce di una unità dopo il commissariamento di Castelvetrano (Trapani), deciso dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti.

Domenica si voterà dalle 7 alle 23. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 25 giugno, sempre dalle 7 alle 23. Lo scrutinio inizierà a partire dalle 23 di domenica 11 giugno, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti. Lo fa sapere il Viminale.

Le elezioni dell’11 giugno in 1.004 comuni di Regioni a statuto ordinario, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna, interesseranno, complessivamente, 4.428.389 maschi e 4.743.637 femmine, in 10.822 sezioni elettorali. In particolare saranno 4 i capoluoghi di regione che andranno al voto (Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila) e 21 i capoluoghi di Provincia (Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani).

Tra i comuni che domenica sarebbero dovuti andare al voto ce ne sono anche 7 dove però non sono state presentale le liste elettorali. Salteranno quindi questa tornata amministrativa e verranno commissariati. Si tratta di Elva (Cuneo), Cencenighe Agordino (Belluno), Penna San Giovanni (Macerata), Faeto (Foggia), San Luca (Reggio Calabria), Austis (Nuoro), Soddì (Oristano).

Nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti ogni elettore può manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale; nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza. Se nessun candidato ha conseguito la maggioranza assoluta dei voti validi, per l’elezione del sindaco si procede al turno di ballottaggio tra i due candidati più votati.

Nei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti ogni elettore può manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale. Nei Comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti ogni elettore può manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale; nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza. Nei Comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti si procede al turno di ballottaggio per l’elezione del sindaco solo in caso di parità di voti fra i due candidati alla carica di sindaco che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Il ministero dell’Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale personale a carattere permanente. Per agevolare il rilascio delle tessere elettorali non consegnate o dei duplicati, gli uffici comunali saranno aperti anche nei due giorni precedenti la data della votazione, e cioè venerdì 9 e sabato 10 giugno, dalle 9 alle 18 e domenica 11 giugno per tutta la durata delle operazioni di voto, e quindi dalle 7 alle 23.