Caos alla Camera. E il tabellone svela i “traditori”

Pubblicato il 08 giugno 2017 da ansa

Di Battista, M5s

ROMA. – L’ora ‘x’ per i franchi tiratori sulla legge elettorale scatta poco dopo le 11. E a Montecitorio scoppia il caos, con il giubilo dei centristi per il ‘de profundis’ a quel ‘Fianum’ che li avrebbe cancellati dal prossimo Parlamento, e le accuse reciproche tra Pd e M5S di aver sepolto un’intesa finora inedita ed ormai data per “morta”, come dice il relatore Emanuele Fiano. Pomo della discordia è un emendamento sul sistema elettorale in Trentino Alto Adige della azzurra Michaela Biancofiore: viene sconfessato dal capogruppo Renato Brunetta nel nome dell’intesa sulla legge elettorale.

C’è tensione in Aula. I M5S annunciano che avrebbero filmato i loro voti segreti per assicurare la loro fedeltà al patto con Pd, Fi e Lega, scatenando l’ira di chi, soprattutto, i centristi, chiede alla presidente della Camera di assicurare ai deputati la piena segretezza del voto. Laura Boldrini si appella alla “responsabilità dei singoli deputati” perchè non filmino il loro voto segreto e non lo divulghino, invitando “ognuno ad assumersi le sue responsabilità”.

Ma quando si passa al voto sull’emendamento è il patatrac. Poco prima di indire la votazione “incriminata”, Boldrini annuncia di accogliere la richiesta di voto segreto. Ma poco dopo, indicendo la votazione, non ribadisce esplicitamente, come solitamente avviene in questi casi, che essa avviene a scrutinio segreto. E così sul tabellone si accendono le lucine verdi e rosse, come per le votazioni palesi, e non quelle tutte azzurre tipiche del voto segreto.

Si vede, per una decina di secondi, come hanno votato i deputati, ed è il panico tra i parlamentari e al banco della presidenza. Leggendo dal video il labiale dell’addetto al sistema di votazione si vede che dice (riferendosi alla presidente): “non ha detto segreta!”. E Laura Boldrini rendendosi conto dell’equivoco subito interviene: “No, è a voto segreto! E’ a voto segreto!”. A quel punto le palline del tabellone diventano tutte azzurre.

Ma ormai è troppo tardi, ed è il caos. L’Aula esplode, il fronte contrario applaude, i Cinque stelle dapprima esultano e poi si bloccano, mentre i fittiani urlano “Libertà!”. E, insieme alla caccia al franco tiratore, si scatenano gli attacchi alla presidente Boldrini, che più tardi dovrà ammettere: “C’è stato un errore materiale. Non lo nego. Mi dispiace sia accaduto. Io ho apprezzato le circostanze, ho provveduto a dire che il voto era segreto ed ho portato a termine la votazione come è nelle mie facoltà”. Ma la frittata è fatta. E i franchi tiratori hanno vinto.

(di Francesco Bongarrà/ANSA)

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