Legge elettorale, Mattarella preoccupato: “Ma c’è ancora tempo”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento a Camere riunite. (Foto Ufficio stampa Quirinale)
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento a Camere riunite. (Foto Ufficio stampa Quirinale)

ROMA. – Sergio Mattarella è certamente “preoccupato” per la violenta interruzione del cammino parlamentare della riforma della legge elettorale ma le fibrillazioni odierne tra le forze politiche arrivano al Quirinale depurate dagli eccessi, analizzate con il bilancino e scremate dalle forzature. Per cui l’auspicio che si coglie è quello di andare avanti. Anche perchè nessuno dalla maggioranza ha dato segni di voler trasferire la debacle odierna al Governo Gentiloni.

Un auspicio – forse sarebbe meglio chiamarlo un fermo invito – che viene accompagnato da autorevoli riflessioni di rinforzo che saranno certamente valutate dagli attori in campo: un eventuale decreto legge – possibile solo per aspetti tecnici di armonizzazione delle due leggi uscite dalla Consulta – è assolutamente prematuro. Escluso del tutto invece un dl politico che possa addirittura forgiare l’impianto stesso di una legge elettorale.

C’è molto tempo invece per provarci seriamente in Parlamento visto che il provvedimento torna in Commissione la prossima settimana e la legislatura si chiude con il nuovo anno. La rottura poi è avvenuta su un solo emendamento, un punto tutto sommato residuale e che sarebbe stato possibile correggere in Senato.

Come si vede in campo c’è un presidente molto attento e che non si lascia coinvolgere in psicodrammi che molti leggono come pompati artificialmente. Calma e gesso, quindi. C’è molto tempo per dimostrare di aver capito la gravità della situazione, di un paese che si trova con un vulnus costituzionale, impossibilitato ad andare ad elezioni anticipate che tutti chiedono e che il Quirinale non ha mai negato pregiudizialmente.

E Mattarella non si farà condizionare da dichiarazioni di esponenti di partito a mezzo stampa. Finchè non ci saranno posizioni esplicite e formali di partiti – ed è ovvio che il “primus inter pares” è il Pd di Matteo Renzi – per il Quirinale la strada della riforma della legge elettorale rimane aperta.

Se poi qualcuno la vuole chiudere dovrà assumersene le responsabilità con chiarezza. Perchè, si osserva, il dialogo di questi giorni è stato faticoso ma ha una sua dignità e un grande valore politico visto l’ampiezza delle forze politiche coinvolte. Il Quirinale si è già espresso sull’indispensabilità di una riforma e resta in attesa. Preoccupato ma senza fretta.

(Di Fabrizio Finzi/ANSA)