Papa al Quirinale: S.Sede e Italia per costruire ponti

CITTA’ DEL VATICANO. – Quinto papa a salire al Quirinale, che dei papi fu residenza prima che lo diventasse dei presidenti della Repubblica italiana, Jorge Mario Bergoglio domani, ricambiando la visita resagli da Sergio Mattarella il 18 aprile 2015, rinsalderà il legame speciale che unisce il vescovo di Roma all’Italia.

Sarà incontro di persone – che si stimano e hanno a cuore il bene comune della società italiana e del mondo – e incontro di diplomazie: a quattro anni dall’elezione di papa Francesco, il rapporto tra Santa Sede e Repubblica italiana si precisa nella inedita circostanza che vede regnare un papa latinoamericano, figlio di immigrati italiani in Argentina.

Si precisa nei contenuti e negli accenti, molti dei quali sono emersi nelle parole del segretario di Stato Pietro Parolin e del presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, nella recente tavola rotonda organizzata dalla ambasciata d’Italia presso la Santa Sede per la pubblicazione del numero 4.000 della “Civiltà cattolica”.

Ci troviamo, ha osservato il cardinale Parolin in quella circostanza, in un “sistema di equilibri internazionali fortemente indebolito”, con indeboliti anche “alcuni elementi del diritto internazionale”. “Serve un nuovo slancio di mediazione a livello multilaterale”, ha precisato il segretario di Stato vaticano, ricordando le esigenze della “pace”, del “disarmo nucleare” e della “tutela dell’ambiente”, come urgenze comuni delle due diplomazie.

Di necessità di un “rilancio del multilateralismo” nelle relazioni internazionali ha parlato anche il premier Gentiloni, ricordando l’impegno italiano, in questi anni, “per riportare il Mediterraneo in cima alle agende multilaterali dell’Alleanza atlantica, dell’Unione Europea, dei grandi della terra”.

Solidarietà e dialogo inoltre sono quotidianamente chiamati in causa dalla sfida migratoria. E infatti all’interno di questa preoccupazione internazionale comune, domani Santa Sede e Italia leggeranno, come sempre, anche le questioni più “italiane”, che non sono soltanto italiane: migranti, disoccupazione, principalmente giovanile, un modello di sviluppo equo, sfida educativa.

I quattro anni di regno di Bergoglio hanno impresso alla Santa Sede, – da sempre è attore globale sui temi della pace, della solidarietà e della difesa dei diritti – quello che gli osservatori chiamano “lo sguardo di Magellano”: lo sguardo di chi viene quasi dalla fine del mondo. Il viaggio di Magellano durò tre anni, contribuì alla conoscenza di paesi sconosciuti, fu un evento nella storia umana portato a termine da altri, visto che Magellano morì durante il viaggio.

Il resoconto più noto del viaggio, ha ricordato Gentiloni, fu la relazione di Antonio Pigafetta, uno degli 24 italiani che presero parte a quella impresa. “C’era quindi un pezzo di Italia in quel viaggio che, – ha commentato il premier italiano – ancora oggi, riveste un significato fondamentale nella storia dell’umanità”.

Nel presente di un mondo impaurito dal terrorismo e dalla guerra mondiale a pezzi, e piegato dalla crisi economica, Italia e Santa Sede cercano ognuno nei propri ambiti di costruire ponti e dialogo. La visita del Papa al Quirinale rappresenta anche questa navigazione comune, che dà nuovo vigore al legame tra Italia e Santa Sede, un legame che la storia ha reso unico, ma che solo le persone possono mantenere speciale.

(giovanna.chirri@ansa.it)