Da Treviso a Benevento, la provincia al potere

I giocatori del Benevento festeggiano la Serie A dopo la vittoria sul Carpi.. ANSA / CIRO FUSCO
I giocatori del Benevento festeggiano la Serie A dopo la vittoria sul Carpi.. ANSA / CIRO FUSCO

ROMA. – La provincia resta al potere. Anzi, si rafforza grazie al Benevento, che ha conquistato una storica promozione in Serie A. Una doppia impresa, quella dei giallorossi sanniti, che, nel giro di un anno solare, hanno vissuto due prime volte: la partecipazione alla B e il salto di categoria nella massima serie.

Qualche volta resistono, altre volte sono meteore, che durano una stagione o forse due, favorite probabilmente dal campionato a 20 squadre: ma vuoi mettere la soddisfazione di giocarsela contro Juve, Milan o Inter? Anche a dispetto di chi non le ritiene all’altezza.

Carpi e Frosinone il loro anno di gloria l’hanno vissuto, poi è toccato al Crotone – a testimonianza che il fenomeno delle ‘prime volte’ sta crescendo esponenzialmente negli ultimi anni – e ora dopo il ritorno storico della Spal, è toccato al Benevento che, per entusiasmo, passione e colore, non ha nulla da invidiare ai colossi da massima serie.

In passato le ‘Cenerentole’ di provincia hanno regalato belle storie da tramandare di padre in figlio. Il Treviso ha avuto il privilegio di giocare in A, e di esordire a San Siro contro l’Inter, nella stagione 2005/06; il Venezia di Zamparini, per qualche stagione, fra gli anni ’90 e 2000, ha fatto la spola fra A e B, prima di sprofondare addirittura in Lega Pro, da dove è risalito da poco.

Il Siena per anni è stato protagonista, nel bene e nel male, in A, prima del fallimento. La Salernitana, nella stagione 1998/99, prima di tornare in B, si è presa anche la soddisfazione di battere la Roma. La Reggiana ha ben figurato a metà degli anni ’90 e, per qualche partita, prima di un grave infortunio, ha avuto il privilegio di schierare un asso del calcio mondiale come Paolo Futre.

Un’altra emiliana, il Modena, ha avuto poca gloria, il Piacenza di Cagni ha lasciato qualche impronta e se lo ricorda Oscar Tabarez, esonerato dal Milan dopo la sconfitta contro i biancorossi del giovane mediano Eusebio Di Francesco. Nel 1974 ecco la Ternana esibire il ‘calcio corto’ di Corrado Viciani, che faceva il verso alla grande Olanda.

Il Padova tornò in B dalla A con una messe di gol sul groppone, come il Mantova (ultima apparizione nel 1972); il Varese nel 1975 esibì qualche giovane di belle speranze (Sperotto), il Messina resistette un paio d’anni, fra il 2005 e il 2007. L’ultima era stata il Crotone, poi protagonista di una miracolosa salvezza. Ma ultima fino all’altra sera, perché la nuova favola si chiama Benevento.