Maturità: al via il ripasso generale, con i metodi tradizionali

Studenti in attesa della prima prova di maturita' in una foto d'archivio. ANSA/CLAUDIO PERI
Studenti in attesa della prima prova di maturita’ in una foto d’archivio.
ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA. – Si avvicina sempre di più l’inizio della Maturità, ogni anno sempre più social: in questa edizione il Miur ha trasmesso via Facebook ai maturandi anche un pacchetto di consigli per affrontare al meglio la prima prova scritta. Esauriti tutti i passaggi necessari per l’avvio ufficiale dell’esame – dalla scelta delle tracce ai nomi dei commissari esterni – si attende ora solo il fischio d’inizio.

In questi giorni che precedono l’ora X – il primo scritto è in calendario per il 21 giugno – i circa 500.000 maturandi stanno completando tesine e studiando per recuperare tutto il recuperabile. E per questo ripasso generale sembra prevalere la tradizione.

Secondo una web survey di Skuola.net, lo studio individuale, utilizzando i libri di testo aperti centinaia di volte durante l’anno scolastico, è l’opzione preferita dal 41% dei maturandi. Appena 1 su 4 (il 25%) in questo rush finale fa affidamento sui siti web e sui contenuti didattici reperibili online mentre il 14% degli studenti sta organizzando gruppi di ripasso con gli amici in casa oppure in biblioteca. Resta in auge, per l’11% dei ragazzi, il ripasso su bignami e appunti.

Studiare con persone adulte (come genitori o parenti) è invece un tentativo che fa solo il 3%. Scarso successo sembrano dunque avere i metodi tecnologici: i gruppi WhatsApp o i servizi per condividere file sul cloud (come Google Drive o Dropbox) sono usati appena dal 2% dei candidati. E ancora meno sono quelli che organizzano chat di gruppo su Skype, scaricano App per lo smartphone o navigano con il tablet (tutte opzioni ferme all’1%).

La musica cambia però, a guardare i risultati del sondaggio, quando si tratta di confrontarsi, di contattare gli amici per fugare qualsiasi dubbio, per verificare se un argomento è stato compreso nella maniera corretta. Qui la parte del padrone la fa WhatsApp, usato dall’83% dei maturandi. Un altro 9% preferisce sentire come stanno le cose dalla viva voce dei compagni chiamandoli al telefono.

Rigorosamente, però, ognuno per conto proprio: solo il 4% è solito andare a casa dei compagni. L’aiuto dei prof non è decisamente visto come una priorità: oltre la metà (55%) degli intervistati pensa di non contattarli affatto.