La sterlina perde quota sul dollaro, bene la City

MILANO. – Scossone sulla sterlina dopo che i Conservatori hanno perso la maggioranza assoluta nella nuova Camera dei Comuni. Dopo il risultato a sorpresa della notte elettorale all’avvio dei mercati, la valuta britannica è arrivata a perdere nelle contrattazioni a pronti (spot) quasi il 2,4% per poi portarsi a fine giornata ad un calo dell’1,5% a 1,275 dollari. Sull’euro la sterlina ha perso invece inizialmente il 2%, per poi contenere i cali all’1% e portarsi verso quota 1,140.

Un contraccolpo si è visto anche sui titoli di stato di Sua Maestà, con il rendimento del decennale del Gilt vicino all’1% e in calo di 2 punti base, a causa degli aumentati rischi di nuove elezioni, benché il mercato veda ridursi la possibilità di una ‘Hard Brexit’ e questo sia destinato a contenere gli scossoni; per gli accresciuti rischi di inflazione legati al cambio; e infine sull’attesa che risultino più complicate eventuali politiche di austerity.

Altro umore invece per il mercato azionario della City, dove l’indice Ftse 100 ha guadagnato l’1,04%, con acquisti sui titoli energetici (+2,4%), su quelli legati alle materie prime (+2%) e in generale sugli esportatori favoriti dal calo della sterlina. Buona seduta anche nel resto d’Europa, con Milano in rialzo dello 0,38%, Parigi dello 0,67% e Francoforte dello 0,63%.

Nel complesso le analisi degli analisti finanziari hanno sottolineato l’incertezza del dopo voto. Per Mike Amey, responsabile dei portafogli in sterline di Pimco, la probabile tendenza verso una minore austerità e la ridotta probabilità di una ‘Hard Brexit’ suggeriscono di “non inseguire qualsiasi movimento iniziale negli asset del Regno Unito”.

Nomura ricorda che l’incertezza è nemica degli investimenti, e che ulteriori cali della sterlina gonfierebbero l’inflazione con effetti sui consumi, con ridotte attese di una stretta della Banca d’Inghilterra fino a fine 2019. Anche Pioneer si attende che l’istituto centrale resti accomodante, almeno finché ci saranno rischi di inflazione legati al calo della sterlina.

Secondo Paul Brain, Head of Fixed Income di Newton Investment Management, l’incertezza potrebbe aumentare la volatilità dei mercati, ma probabilmente nel breve termine. Inoltre, la possibilità di una sfida alla leadership di Theresa May – e quindi di nuove elezioni – spingerà per una diminuzione delle politiche di austerity.