Mercato del falso vale sette miliardi. Napoli regina dei tarocchi

ROMA. – Il giubbotto, la borsa, l’orologio, ma anche audiovisivi, generi alimentari, cellulari. E’ il grande mercato del falso, un variegato mondo di patacche che vale ormai quasi 7 miliardi, il 4,4% in più rispetto a cinque anni fa, e dove Napoli è regina, con oltre 6 milioni di articoli sequestrati nel 2016. A fare i calcoli è uno studio del Censis, realizzato per il ministero dello Sviluppo economico in occasione della seconda settimana nazionale anticontraffazione, che proporrà dal 12 al 17 giugno varie iniziative.

La produzione e la commercializzazione dei prodotti contraffatti, spiega lo studio, vale ormai 6,9 miliardi e sottrae alla legalità circa 100mila unità di lavoro, più o meno il doppio dell’occupazione, ad esempio, dall’intera industria farmaceutica. Senza la contraffazione, la produzione interna registrerebbe poi un incremento di 18,6 miliardi, con un valore aggiunto di 6,7 miliardi ed emergerebbe un aumento del gettito fiscale, perché oggi il mercato del falso sottrae all’erario 1,7 miliardi. Se si considerano anche le imposte che deriverebbero dalla produzione attivata in altri settori dell’economia, il gettito fiscale complessivo aumenterebbe a 5,7 miliardi.

Al primo posto tra i prodotti contraffatti figurano l’abbigliamento e gli accessori, il cui valore è stimabile in 2,2 miliardi di euro, pari al 32,5% del totale. Sono falsificati soprattutto giubbotti, capi sportivi e, tra gli accessori, borse e portafogli. Segue il settore degli audiovisivi, con un valore pari a quasi 2 miliardi. Vengono contraffatti anche i prodotti alimentari, per un valore di 1 miliardo.

Tra i prodotti in crescita negli ultimi tempi ci sono gli apparecchi e i materiali elettrici, soprattutto cellulari e componenti, con un valore di 732 milioni. Un altro settore in crescita è quello degli orologi e dei gioielli, che si distingue per la contraffazione di prodotti di alta gamma e che nel mercato del falso vale oggi 402 milioni. Segue il materiale informatico, costituito soprattutto da componenti hardware per computer, tablet, schede di memoria, chiavette Usb, per un valore di 282 milioni.

Guardando alla classifica delle città, emerge il primato di Napoli, dove nel 2016 Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane hanno sequestrato oltre 6 milioni di articoli contraffatti (sui 26 milioni totali), seguita da Roma e Catania. In generale, però, le confische diminuiscono del 6,6% perché proliferano le tecniche per sfuggire ai controlli: ridurre i carichi, mischiare gli articoli falsi con gli originali, utilizzare i corrieri online per piccole spedizioni di merce.

Condividi: