Ancora un intervento dell’on. Fabio Porta sui pensionati italiani rientrati in Italia dal Venezuela

Pubblicato il 14 giugno 2017 da redazione

L’on. Fabio Porta e ambasciatore d’Italia in Venezuela, Silvio Mignano

ROMA – Il deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale Fabio Porta, presidente del Comitato per gli italiani all’estero e la promozione del sistema Paese della Camera dei deputati, richiama l’attenzione sulla difficile situazione dei pensionati italiani rientrati in Italia dal Venezuela ai quali da più di un anno – rileva in una sua nota diffusa in proposito – il Paese sud americano ha sospeso il pagamento delle pensioni.

“Continuo a ricevere segnalazioni da persone anziane disperate perché non hanno i soldi per sopravvivere e perché l’Italia si rifiuta di riconoscere il loro stato e di concedere le prestazioni assistenziali – scrive Porta, ricordando di aver presentato nei mesi scorsi un’interrogazione parlamentare in merito e aver contattato numerose autorità.

L’esponente democratico segnala di aver scritto in questi giorni anche al vice ministro agli Esteri, Mario Giro, per “sollecitare una iniziativa del Governo”.

“Al vice ministro ho spiegato nella mia lettera l’urgenza di un intervento risolutivo. L’ho innanzitutto ringraziato per essersi dimostrato molto sensibile al problema dei pensionati italiani residenti in Venezuela contribuendo con il suo intervento in maniera determinante al ripristino del pagamento delle loro prestazioni non contributive (trattamento minimo e maggiorazioni sociali) con l’introduzione dell’utilizzo del cambio DICOM ai fini valutari. Gli ho chiesto quindi – prosegue Porta – di valutare altresì l’opportunità di aiutare i nostri connazionali rientrati in Italia dal Venezuela che non sono molti, meno di 1.000.

Cosa si può fare? Ho premesso di essere consapevole della difficoltà di convincere le autorità competenti venezuelane a ripristinare i pagamenti delle pensioni venezuelane all’estero (in tutto il mondo si calcola che siano quasi 25.000 le pensioni sospese) e così a rispettare anche i dettami della Convenzione bilaterale di sicurezza sociale stipulata con l’Italia (che prevede l’esportabilità delle prestazioni), ma ho sottolineato di ritenere giusto e necessario valutare l’opportunità di concedere ai titolari di pensione in convenzione con il Venezuela residenti in Italia che non percepiscono più il pro-rata venezuelano, un’eventuale integrazione al minimo sul pro-rata pensionistico italiano comprensivo delle maggiorazioni sociali, o l’assegno sociale se ne ricorrono i presupposti (visto che molti di loro non hanno alcun reddito), per consentire loro di percepire un reddito minimo di sopravvivenza”.

“Giova sottolineare che visto l’esiguo numero degli interessati i costi di un intervento statale sarebbero assolutamente sostenibili – ricorda Porta, menzionando quale ostacolo da superare il fatto che l’Inps “continua a prendere in considerazione ai fini della concessione e del calcolo delle prestazioni non contributive il pro-rata venezuelano che sappiamo invece essere puramente teorico e non reale (nel senso che all’Inps risulta riconosciuto dal Venezuela ancorché non pagato)”.

L’esponente democratico chiede pertanto che il Ministero del Lavoro o lo stesso Istituto previdenziale italiano riconoscano, anche attraverso una “delibera”, la situazione di fatto, oppure che si valuti la possibilità di applicare “il sistema del cambio DICOM, come è stato fatto per i pensionati italiani residenti in Venezuela, anche per le pensioni venezuelane (non) erogate in Italia in modo che gli importi delle stesse risultino più bassi per consentire così la concessione delle integrazioni e delle maggiorazioni sul pro-rata italiano”.

Per Porta si tratta dunque di un problema “risolvibile efficacemente e rapidamente” con “sensibilità e volontà politica”. “Ora – conclude – attendo una risposta positiva del vice ministro e comunque continuerò a monitorare il problema sensibilizzando tutte le autorità competenti”.

Ultima ora

15:12Donna uccisa in parco: aveva guanti, niente Dna sotto unghie

(ANSA) - MILANO, 24 NOV - Indossava i guanti Marilena Negri, la 67enne uccisa ieri mattina nel parco di Villa Litta ad Affori, quartiere di Milano, e quindi anche se avesse cercato di difendersi, elemento questo su cui non ci sono certezze, non è rimasta traccia del profilo genetico dell'aggressore sotto le unghie della donna. Emerge dall'inchiesta condotta dalla Squadra mobile di Milano e coordinata dal pm Donata Costa. Dalle prime indicazioni dell'autopsia, eseguita stamattina, è stato confermato che la donna è stata colpita con una coltellata al lato sinistro del collo e all'evidenza non ci sarebbero altri segni di lesioni. Per chiarire se è stata colpita alle spalle, ipotesi possibile ma non certa, serviranno analisi più approfondite. Gli inquirenti attendono per le prossime ore una prima relazione sulla causa esatta della morte. E gli investigatori stanno verificando se sia stato sottratto un oggetto personale alla donna che nella borsa aveva solo chiavi.

15:07Violenza donne: in nove mesi 8.480 denunce stalking

(ANSA) - ROMA, 24 NOV - Sono state 8.480 nel periodo gennaio-settembre 2017 le denunce per stalking, di cui oltre il 72% ai danni di donne, in calo del 15,76% rispetto alle 10.067 nello stesso periodo del 2016; i maltrattamenti in famiglia (il 79% ai danni delle donne) sono stati 9.818 a fronte di 10.876 nello stesso periodo del 2016 (-9,73%); le violenze sessuali (oltre il 90% in danno delle donne) 3.059 a fronte di 3.095 nello stesso periodo del 2106 (-1,16%). Si tratta di quelli che la Polizia considera 'reati spia' e "indici importanti di un rapporto uomo-donna malato, che può pericolosamente degenerare". Sono in leggera flessione: se da un lato può essere il segno di un miglioramento in materia di discriminazioni di genere, dall'altro la riduzione delle denunce potrebbe nascondere un sommerso di angoscia e solitudine. A sostegno delle donne, la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato ha attivato il progetto Camper, con funzionari di polizia, ma anche medici, psicologi, rappresentanti di centri antiviolenza.

14:52Gare truccate e voto di scambio,ex sindaco di nuovo in cella

(ANSA) - CASERTA, 24 NOV - Finisce nuovamente in carcere l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) Biagio Di Muro, già arrestato nel 2016, mentre rivestiva la carica di primo cittadino, nell'ambito di un'indagine anticamorra. Oggi a farlo finire in cella è stata invece un'indagine della Procura ordinaria, quella di Santa Maria Capua Vetere, che ne ha chiesto e ottenuto l'arresto dal Gip ritenendolo a capo di un'associazione a delinquere che gestiva, per fini di ritorno elettorale, nomine e appalti nel settore delle politiche sociali, aggiudicando a coop compiacenti progetti finanziati dall'Inps e dal Governo, attraverso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, come l'Home Care Premium, progetto promosso dall'INPS e destinato agli ex dipendenti INPDAP. Tra gli indagati, 35 in tutto, figura anche l'attuale deputata del Pd Camilla Sgambato (per abuso di ufficio), che risiede proprio a Santa Maria Capua Vetere.

14:52Sinagoga di Roma sarà illuminata di arancione

(ANSA) - ROMA, 24 NOV - In occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne la Comunità Ebraica di Roma illuminerà di arancione, grazie al supporto di Acea, la facciata del Tempio Maggiore. Una scelta voluta per significare la necessità di un impegno concreto contro questo fenomeno e volto ad accendere l'attenzione su un tema così importante. All'accensione che si terrà sabato 25 novembre alle ore 18.15 parteciperà, oltre al Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni e alla Presidente Ruth Dureghello, la Sindaca di Roma Virginia Raggi. "I valori dell'ebraismo - ha spiegato la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello - vedono la donna al centro della famiglia, la sua figura pervade tutta la nostra cultura".

14:19Concussione: sindaco Mantova indagato, è giallo su denuncia

(ANSA) - MANTOVA, 24 NOV - La vicenda del sindaco Mattia Palazzi, indagato per concussione per aver chiesto favori sessuali in cambio di un contributo ad un'associazione, si tingerebbe di giallo. La presunta vittima, di cui la Gazzetta di Mantova non fa il nome ma che ha sentito, nega di essere l'autrice della denuncia contro il sindaco: "Non ho mai mosso nulla contro Palazzi – ha detto al quotidiano la vice presidente dell'associazione -. Anzi, dico di più: se emergeranno falsità sul suo conto lo difenderò. Lo conosco, ci siamo incontrati in occasioni pubbliche. Dal Comune di Mantova non abbiamo ricevuto neanche un euro, ma solo il patrocinio che neanche abbiamo mai usato". Presidente e vice presidente dell'associazione culturale ieri mattina sono state sentite come persone informate dai fatti dal sostituto procuratore Donatella Pianezzi. Al momento, dunque, non è ancora chiaro chi abbia presentato denuncia contro il sindaco.

14:10Stadio Roma: tutti pareri favorevoli, nodo prescrizioni

(ANSA) - ROMA, 24 NOV - A quanto si apprende tutti e 4 pareri unici sullo Stadio della Roma arrivati in conferenza servizi, da Comune Regione Stato e città metropolitana, sono favorevoli con prescrizioni. E il nodo della discussione in corso oggi è l'entità delle prescrizione avanzate dalle istituzioni. Si devono dirimere le eventuali contraddizioni tra le diverse prescrizioni, tra cui quelle sulla mobilità, arrivando a una soluzione unitaria. E' pertanto possibile che la conferenza decisoria non termini in giornata.

14:10Ruby: chiesto giudizio Silvio Berlusconi

(ANSA) - TORINO, 24 NOV - Una richiesta di rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi è stata depositata dalla Procura di Torino. Il procedimento è uno dei filoni della cosiddetta inchiesta 'Ruby ter' ed è stato originato dalla decisione presa il 29 aprile 2016 da un gup di Milano di 'spacchettare' il processo principale e di trasferire gli atti a sette diverse procure per competenza territoriale. Berlusconi è indagato per corruzione in atti giudiziari insieme a Roberta Bonasia, 32 anni, di Nichelino, ex infermiera poi diventata modella. Secondo le indagini, svolte originariamente dalla procura di Milano, l'ex premier destinò somme di denaro alla Bonasia, che poi avrebbe reso testimonianze non veritiere nei procedimenti sulle cene di Arcore. Per la donna si è così aggiunta un'ipotesi d'accusa di false dichiarazioni. (ANSA).

Archivio Ultima ora