Weidmann mette in guardia su aperture per eurobond

Pubblicato il 14 giugno 2017 da ansa

BERLINO. – Jens Weidmann mette in guardia degli European Safe Bonds: sono un “trampolino” per la condivisione del debito nell’eurozona, e cioè per quegli eurobond che la Germania continua a rifiutare con nettezza, in tutte le posizioni ufficiali a riguardo. In occasione dei 60 anni della sua Bundesbank, il presidente il cui nome è già circolato come possibile candidato alemanno alla successione di Mario Draghi, ha tenuto un lungo discorso sulla funzione delle banche centrali, e sul loro mandato: la tutela della stabilità dei prezzi.

In questo contesto, ha lanciato i suoi avvertimenti: se “un’istituzione ufficiale europea portasse sul mercato gli European Safe Bonds”, ha affermato, questo potrebbe essere interpretato come “un trampolino” verso i cosiddetti “eurobond”, in quanto “la garanzia di alcuni Stati verrebbe completamente mutualizzata”. Per evitare questa percezione, Euoropean Safe Bonds dovrebbero essere costruiti dagli attori del mercato”, ha aggiunto Weidmann.

Il banchiere tedesco ha anche affrontato il tema del quantitative easing, sollecitando a non rinviare più del tempo necessario il ritiro del programma e delle misure straordinarie adottate dalla Bce. Gli acquisti di debito sovrano confondono le acque tra politica monetaria e fiscale, e “questo può comportare che si eserciti pressione politica sull’Eurosistema per mantenere una politica monetaria molto accomodante per un periodo più lungo di quanto non sarebbe appropriato nell’ottica della stabilità dei prezzi”.

Weidmann ha quindi chiarito che “dopo tutto, nel contesto di questi acquisti di asset, i cambiamenti nella politica monetaria hanno un impatto più diretto sui costi di finanziamento dei governi rispetto ai movimenti dei tassi di interesse”.

Il presidente della Bundesbank ha poi di nuovo puntato il dito sulle difficoltà delle banche nell’affrontare il processo di ristrutturazione del debito sovrano sottolineando che “i titoli governativi sono tutt’altro che privi di rischio” e che “il regolamento bancario dovrebbe riconoscere questo fatto una volta per tutte”.

Un principio di fondo sta a cuore al governatore tedesco. Weidmann lo ha ricordato ancora una volta: “Io sono convinto che condividiamo tutti l’idea che non sono le banche centrali poter mettere l’economia su un percorso di crescita forte”. Questo è il compito dei governi, ha concluso, ricordando il ruolo delle riforme per stimolare innovazione e competitività.

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