Le alleanze agitano il M5s, ma la priorità sono i ballottaggi

ROMA. – Alleanze Sì o alleanze No? E’ servito un post del Garante Beppe Grillo per riportare dritta la barra del M5s sulle sue regole “inderogabili”. E che vedono tra le parole impronunciabili dai 5 Stelle, appunto quella delle alleanze. Ma se il capo politico del M5s ha sentito la necessità di raddrizzare il tiro non è tanto a causa di qualche improvvida intervista di qualche parlamentare ‘ribelle’, piuttosto perché l’orizzonte di necessari accordi sembra ormai alla maggioranza dei parlamentari un male minore da sacrificare sull’altare della vittoria del Movimento.

Un vulnus che si è insinuato mentre si discuteva di una legge elettorale di stampo proporzionale e che si è fatto strada nonostante tutto. Il punto, per Grillo, è tuttavia che evocare alleanze con la Lega alla vigilia dei ballottaggi è per il M5s un vero e proprio Harakiri. La sterzata data sui temi dell’immigrazione serve infatti ai 5 Stelle a recuperare voti per il prossimo turno elettorale andando a pescare nuovi elettori sullo stesso terreno in cui si muove la Lega, sperando che la “variante” del M5s, che ha abbandonato gli eccessi lepenisti sull’Europa, possa attrarre nuovi consensi.

Ma che il tema alleanza sia tutt’altro che aborrito, lo ha rivelato il braccio destro di Davide Casaleggio, Max Bugani, quando mettendo in campo l’idea di abolire il limite dei due mandati (ribadita invece con fermezza da Grillo) ha anche rispolverato una sua vecchia convinzione: “sono realista: nei Comuni senza alleanze e con le persone più note che non si ricandidano siamo obiettivamente più deboli”.

Un concetto ampliato da Carlo Sibilia che, intervistato, afferma che sui temi dell’immigrazione vede possibile un’asse con il Carroccio. “Parole mai messe insieme” precisa dopo, poco prima che arrivasse la ‘frusta’ di Grillo pronto a defenestrare anche quanti, come il deputato Mimmo Pisano, si dicono contro il “tabù” del vincolo del doppio mandato. “Chi pensa che le nostre regole fondanti siano ‘inutili tabù’ è libero di trovare un partito che lo candidi” è il de profundis del Capo Politico.

Sul tema però, la base M5s, divisa sulla sterzata sugli immigrati, è aperta. “Non si vedono all’orizzonte ricambi a un Di Battista o Di Maio e questo preoccupa…” commenta un attivista sul blog mentre un altro concorda: “i 2 mandati sono fondamentali, troppi furbini stanno salendo sul carro”. Sui migranti, se c’è chi plaude (“Quando il M5S capirà che l’immigrazione selvaggia è il primo problema, sarà sempre troppo tardi”) e c’è anche chi avverte: “Diventerete presto l’ultima ruota del.. Carroccio”.

(di Francesca Chiri/ANSA)