Corte costituzionale considera inammissibile l’azione della Procura

CARACAS – Come era nelle previsioni, l’azione promossa dalla Procuratrice Generale della Repubblica, Luisa Ortega Díaz, è stata considerata inammissibile dalla Corte. Non poteva essere altrimenti. Il capo d’accusa con il quale Ortega Dìaz voleva processare otto giudici, sei in funzione e due supplenti, era “cospirazione contro la forma repubblicana” che, a suo avviso, non si limita al semplice “atto di forza” ma si può concretare anche “causando un danno irreparabile alle istituzioni attraverso una serie di sentenze”.
La Sala Costituzionale della Corte ha considerato che l’azione della Procura non era procedente e ha precisato che l’organo competente già si era pronunciato sul tema con la sentenza 614 del 19 luglio del 2016. I giudici, poi, hanno indicato che il 4 agosto dello stesso anno era stata consegnata copia della decisione alla Procura. Nella sentenza 614, la Sala Costituzionale dichiara che “qualunque azione orientata ad annullare la designazione dei magistrati era contraria ai precetti costituzionali per la rimozione dei magistrati del Tribunale”. Quindi, sempre secondo la sentenza della Corte, “doveva essere considerata Illegittima e nulla”, priva di validità e forza giuridica.
Lo scontro fra poteri prosegue così come continua la lotta tra correnti all’interno del “chavismo”. La dura presa di posizione della Procuratrice e la risposta della Corte che ha fatto muro contro le sue pretese sicuramente avranno conseguenze sia nell’ambito nazionale sia in quello internazionale. Dall’estero, infatti, già hanno espresso la propria solidarietà nei confronti del Ministero Pubblico 12 Procure che hanno firmato un manifesto in cui si esprime profonda preoccupazione per le dichiarazioni fatte contro il lavoro dei magistrati e ribadivano l’importanza di garantire lo Stato di Diritto. Non si sono pronunciate, invece, le Corti di altri Paesi per manifestare la loro vicinanza ai colleghi venezuelani.
Si attende la prossima mossa della Procura – gli esperti in materia considerano che non tarderà una reazione di Ortega Díaz – in questa partita che si gioca nello scacchiere politico-istituzionale del Paese.

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