Ambasciatore Rodríguez: “In Venezuela, nessuna crisi umanitaria”

Pubblicato il 15 giugno 2017 da redazione

ROMA – Le quotidiane lunghe file di venezuelani in attesa di pane di fronte ai forni; le ancor piú lunghe file alle porte dei generi alimentari per acquistare farina, pasta, olio, burro ed altri prodotti di prima necessità, la mancanza di medicine per malati cronici, il ritorno di malattie endemiche che erano scomparse dal Venezuela, i bambini che muoiono di denutrizione negli ospedali pubblici sarebbero, per l’Amabasciatore del Venezuela in Italia, Juan Isaías Rodríguez Díaz, una realtá virtuale, una grossa montatura, il prodotto di una campagna internazionale di “controinformazione”, come ha sottolineato durante il convegno “Un sogno Italo-Latino Americano” organizzato dall’IILA alla Camera dei Deputati, sul Venezuela sarebbe in atto una “campagna di controinformazione a una voce sola”.

– Non è una campagna obiettiva – ha affermato il diplomatico -, e può darsi che la rispettabile Marina Sereni sia incorsa in questa campagna, segnalando una “crisi umanitaria” in Venezuela. In Venezuela non c’è nessuna crisi umanitaria.

L’ambasciatore, nel suo intervento, ha negato quanto affermato dalla vicepresidente della Camera Marina Sereni, che nel corso dei suoi saluti al convegno aveva parlato di “preoccupazione per la crisi umanitaria in Venezuela”.

– In Venezuela non c’è una crisi umanitaria – ha spiegato -, stiamo avendo un’aggressione per prendere il nostro petrolio così come è stato in Iraq. Il Venezuela in questo momento è vittima di una guerra petrolifera. Così come furono aggrediti Iraq, Libia, Siria, il Nord Africa, così si sta tentando di aggredire il Venezuela. Abbiamo la colpa di avere il più grande giacimento petrolifero del mondo. La Exxonmobil, la più grande compagnia petrolifera – ha aggiunto -, ha il 4% complessivo del patrimonio petrolifero del Venezuela e questo è un obiettivo da molto tempo. Per questo, le organizzazioni internazionali sono state utilizzate dalle compagnie petrolifere per aggredire il Venezuela. Dopo essere stati sconfitti dall’Onu, si sono rivolti al Parlamento europeo .

L’ambasciatore Rodríguez, quindi, ha poi chiarito di non voler “collocare la nostra situazione in questa cornice, perché mi sembra scortese dire queste cose nella sede di un Parlamento europeo”.

– È in atto una campagna mostruosa contro il Venezuela – ha quindi insistito -. Si dice che c’è la dittatura, si vuole far cadere il presidente. Chi si oppone al governo del Venezuela in questo momento non vuole le elezioni, lo ha detto anche il Papa. In questo momento – ha precisato -, ci sono due politiche per l’America latina: quella del Vaticano, una politica di pace; e quella degli Stati Uniti, una politica di aggressioni. Noi in questo momento siamo vittime e obiettivi di una politica di aggressione e abbiamo la mano tesa del Papa per la pace e il dialogo.

Nel corso dell’intervento del diplomatico, che ha negato la crisi in Venezuela, dalla platea della Sala della Regina della Camera qualcuno ha gridato “Vergogna”. A quel punto l’ambasciatore ha risposto alzando la voce, dicendo di “avere la parola” e insistendo nell’affermare che “in Venezuela non c’è una crisi umanitaria”.

In merito all’intervento dell’Ambasciatore Rodríguez, al margine del convegno e conversando con i giornalisti dell’Ansa, la vicepresidente della Camera, Marina Sereni, ha spiegato che nel parlare di “crisi umanitaria” in Venezuela ha fatto “riferimento esplicito a delle risoluzioni che sono state approvate in Parlamento”.

– In quelle risoluzioni – ha precisato – ci si preoccupava delle condizioni dei nostri connazionali che sono tantissimi e che stanno subendo le conseguenze di una crisi che è sicuramente politica ma è anche una crisi umanitaria, perché mancano dei beni di prima necessità.
Sereni ha ribadito di essersi “attenuta ai testi ufficiali”.

– Sono documenti del Parlamento motivati dalla vicinanza ai nostri connazionali – ha commentato -. Quella del Venezuela è certamente una situazione di difficoltà che volevamo segnalare.

Una situazione di difficoltá che, come hanno fatto notare anche i giornalisti che si sono recati recentemente in Venezuela e hanno avuto modo di parlare con gli esponenti della collettivitá, colpisce tutti ma, in particolare, i pensionati e gli anziani, quella fascia di cittadini per i quali una medicina puó essere la differenza tra la vita e la morte.

Anche il segretario generale dell’IILA, Donato Di Santo, è intervenuto in merito all’espisodio provocato dall’Ambasciatore Rodríguez

– Anche su questo punto- ha detto – si è riaffermata l’essenza dell’IILA: un luogo dove prevale il dialogo e il confronto aperto, e questo è un patrimonio che dobbiamo preservare, anche con alcune dinamiche di frizione o diversa valutazione.

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