Scalise rischia la vita: “Attacco pianificato da mesi”

NEW YORK. – Tre operazioni in meno di 24 ore. I medici del MedStar Washington Hospital Center ce la stanno mettendo tutta per salvare Steve Scalise, il deputato pro-Trump di origini italiane rimasto ferito nella sparatoria di Alexandria, alle porte di Washington, quando un uomo ha aperto il fuoco contro alcuni parlamentari repubblicani che si stavano allenando in un campo da baseball.

Le condizioni del politico restano gravi. Medici e familiari si mostrano ottimisti, ma Scalise è ancora in pericolo di vita: un proiettile gli ha perforato un fianco lesionandogli importanti organi. Ha perso molto sangue ed è stato sottoposto a diverse trasfusioni. “Ha qualche problema ma è un gran combattente”, ha affermato Donald Trump, che nelle scorse ore lo è andato a trovare in ospedale insieme alla first lady Melania.

Il giorno dopo il fattaccio – in cui sono rimaste ferite altre quattro persone – Washington è ancora sotto shock. Soprattutto a Capitol Hill, tra i membri del Congresso, c’è un clima di frastornazione. Si tenta di reagire, confermando lo svolgimento del tradizionale Congressional Baseball Game che ha ben 108 anni di vita. E’ l’evento per il quale sul campo di Alexandria si stavano allenando parlamentari ed assistenti presi di mira da James Hodgkinson.

Gli investigatori sarebbero sempre più convinti che l’uomo – ucciso dalla polizia – stesse preparando l’attacco da tempo. Originario dell’Illinois, Hodgkinson da almeno tre mesi viveva e si spostava a bordo di un furgone nel nord della Virginia, dove si trova Alexandria, la località dell’attentato. Il sospetto è che l’uomo possa aver studiato a lungo i movimenti di alcuni membri del Congresso repubblicani che abitualmente frequentano il campo da baseball dove è avvenuta la sparatoria.

Il presidente Trump ha intanto lanciato un nuovo appello all’unità, cercando di allontanare lo spettro di uno scontro politico che possa degenerare in atti violenti. Non è ormai un mistero che Hodgkinson fosse un attivista di Bernie Sanders, avendo svolto anche il ruolo di volontario nel corso della campagna elettorale del senatore del Vermont.

Stenta invece a ripartire il dibattito sull’emergenza armi da fuoco in America, nonostante le statistiche indichino un aumento dall’inizio dell’anno sia delle sparatorie di massa (almeno 154) sia dei morti per colpa di fucili o pistole (quasi 7 mila).

Proprio un anno fa, alla vigilia del Congressional Baseball Game, i democratici avevano occupato il ground della Camera per chiedere leggi più severe che impedissero a chi è sospettato di terrorismo di acquistare armi: era all’indomani della strage di Orlando. Quella protesta ancora una volta non portò a nulla.