Violenza sulle donne: una app per un aiuto concreto alle vittime

Pubblicato il 16 giugno 2017 da ansa

ROMA. – Una nuova app, completamente gratuita, facilmente scaricabile sul proprio smartphone per dare un aiuto concreto e rapido alle donne vittime di violenza: l’ha ideata e realizzata, col sostegno di Eau Thermale Avène, il marchio dermocosmetico dei Laboratoires Pierre Fabre, la rete Dire-donne in rete contro la violenza. Attraverso la app è possibile avere informazioni utili e riferimenti per entrare in contatto con il Centro Antiviolenza più vicino.

In Italia, le 80 associazioni della rete Dire distribuite su tutto il territorio nazionale gestiscono centri antiviolenza e molte di queste anche case rifugio. I Centri Antiviolenza sono luoghi in cui vengono accolte le donne che hanno subito violenza. Grazie all’accoglienza telefonica, ai colloqui personali, all’ospitalità in case rifugio e ai numerosi altri servizi offerti, le donne sono coadiuvate nel loro percorso di uscita dalla violenza.

“Due anni fa abbiamo iniziato insieme a Dire un percorso di sensibilizzazione #ConLeDonneXLeDonne per creare una maggiore consapevolezza sulla violenza maschile, che assume ogni giorno di più una connotazione drammatica. Abbiamo ottenuto un notevole consenso e abbiamo compreso che ancora molto si può e si deve fare. Ecco perché abbiamo ritenuto opportuno rinnovare il nostro impegno sostenendo Dire nella realizzazione di questa App”, ha commentato Maria Tilde Reposi, direttore generale di Pierre Fabre Italia.

“Questa collaborazione – ha sottolineato Titti Carrano, presidente di Dire – è per noi davvero preziosa: abbiamo realizzato questa App perché vogliamo dare a tutte le donne che subiscono violenza la possibilità di trovare il Centro Antiviolenza più vicino con un semplice click, attraverso un sistema di geolocalizzazione e con una mappa interattiva. Tutte le donne potranno registrarsi in maniera sicura e accedere all’ area riservata dove sarà possibile salvare il Centro più vicino e annotare in un’agenda tutti gli episodi di violenza subiti così da rendere più semplice l’eventuale ricostruzione degli eventi nel caso la donna scelga liberamente di denunciare”.

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