Ius soli, la Chiesa in campo. Salvini e M5s tirano dritto

Pubblicato il 19 giugno 2017 da ansa

Giovani ospiti assitono dalla tribuna ai lavori del Senato in merito al disegno di legge sullo ”Ius soli”, Roma, 15 giugno 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA. – Sull’affermazione in Italia del principio dello ius soli, arriva, dopo il placet della Cei, un nuovo invito della Chiesa a “riconoscere la cittadinanza” agli stranieri che nascono in Italia. “Il Vaticano ancora non si è espresso sul tema dello ius soli, rispettiamo le decisioni del Governo italiano ma come diceva anche il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, come Chiesa noi siamo vicini a chi è nella necessità, nella debolezza e a chi ha bisogno di essere protetto” dice il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu.

Un doppio monito che arriva mentre la radicale Emma Bonino ricorda che lo ius soli è una norma di civiltà e che la Bossi-Fini è inadeguata, e mentre la Comunità di sant’Egidio chiede di non strumentalizzare la riforma. Il presidente del Senato Piero Grasso si dice “non preoccupato” dal rischio di una possibile bagarre durante la discussione della legge.

Ma la polemica continua ad impazzare e nel mirino c’è la Lega ma anche Fi che ha votato No alla Camera. Forza Italia chiede una riflessione maggiore su una legge che, è il giudizio del capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta, è “sbagliata, frettolosa e che produce automatismi pericolosi”. Ma gli occhi sono puntati soprattutto sul M5s.

Anche Antonio Di Pietro, che più volte ha appoggiato le battaglie del Movimento, prende le distanze dalla posizione assunta dai 5 Stelle. “Mi pare che la loro presa di posizione arrivi dalla pancia. Come quando, finito di mangiare, ti scappa un rutto. Su certe cose non deve ragionare d’istinto. Sullo ius soli non la penso come loro” afferma, come suo solito colorito, l’ex magistrato di Mani pulite.

Ma i grillini vanno dritti per la loro strada. Per Luigi Di Maio lo ius soli “è una proposta utilizzata per i partiti di sinistra per sentirsi di sinistra e da quelli di destra per sentirsi un po’ di destra. Non ci sto a discutere in una campagna per le amministrative di una legge su cui Salvini già parla di referendum”.

Il leader della Lega infatti non demorde: “Regalare la cittadinanza mi sembra una follia”.E non si spaventa dell’intervento della Chiesa. “Sullo ius soli alcuni vescovi non la pensano come noi? C’è chiesa e chiesa…” taglia corto.

Intanto però anche il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, il pastore Luca Maria Negro, chiede che la legge venga approvata e così Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale Cei per le migrazioni. “Trattare una materia così importante per il nostro Paese seguendo calcoli politico-elettorali non fa bene a nessuno” sottolinea inoltre la Comunità di Sant’Egidio, tra le prime a proporre una legge di riforma della cittadinanza nel maggio 2006.

(di Francesca Chiri/ANSA)

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