Di Maio si sfila dall’asse con la Lega Nord. M5S lancia la campagna di Sicilia

Nella foto: Luigi Di Maio (Debole/Bianchi/LaPresse)

ROMA. – “Io sono del Sud, quella gente gridava “Vesuvio lavali col fuoco” non ho nessuna intenzione di far parte di un Movimento che si allea con la Lega Nord”. All’inizio della settimana decisiva per i ballottaggi è Luigi Di Maio a chiudere il cerchio sull’ipotesi di un’alleanza con Matteo Salvini. L’asse, dopo il “niet” di Roberto Fico viene infatti bocciato, in maniera netta come mai negli ultimi tempi, anche dall’artefice della linea governista del M5S nel giorno in cui Alessandro Di Battista smentisce qualsiasi passo di lato passato sotto la lente dei media in queste ore: “è puro gossip”, tuona il “Dibba” assicurando un’estate 2017 piena di comizi.

E, proprio domani, ad Ardea, Di Maio, Di Battista e Taverna si ritroveranno sullo stesso palco in vista dei ballottaggi. Tre big – segnati dalle divergenze sulla legge elettorale – insieme per dare il là ad una campagna dei ballottaggi attraverso la quale il M5S guarda a un più generale rilancio in quel Lazio dove presto si andrà a votare e in vista delle Regionali di novembre in Sicilia.

Anche perché, più che ai ballottaggi del 25 giugno – dove Di Maio lascia libertà di voto agli elettori M5S in quei Comuni dove non sono in gara – è alla Sicilia che i vertici guardano. “L’obiettivo è la prima Regione a 5 Stelle”, sottolinea Grillo che, il 9 luglio, sarà a Palermo per incoronare il candidato presidente. Entro domenica c’è tempo per le candidature online. Poi ci sarà la votazione per una gara nella quale, al momento, il favorito sembra essere Giancarlo Cancelleri.

Di Maio, ospite a Porta a Porta, conferma il cronoprogramma pentastellato e sottolinea il suo sostegno al piano Raggi sui campi Rom. “E’ giusto chiuderli, in molti hanno il reddito per assicurarsi una vita normale”, spiega, negando qualsiasi divergenza con Fico e dicendosi d’accordo con il papà di Di Battista sulle sue parole, durissime, su un ipotetico incontro con la Lega.

“Ha ragione, ma quell’incontro non c’è stato”, sottolinea Di Maio che invece mostra prudenza (“è un teatrino, va discusso a livello europeo”) sullo ius soli. A testimonianza del fatto che il provvedimento continua a incassare malumori e perplessità tra i M5S. E chissà se è un caso che Di Battista – descritto tra i meno contenti della posizione presa dal M5S sul ddl – ribadisca, smentendo l’ipotesi di un periodo sabbatico, come non abbia alcuna intenzione di farsi da parte.

(di Michele Esposito/ANSA)