Gentiloni e Rajoy a Maduro: “Rispetti i diritti, non reprima il dissenso”

ROMA  – Sempre piú violenta la repressione per smorzare sul nascere ogni forma di protesta contro il governo del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro. Ancora una volta, la manifestazione organizzata dal Tavolo dell’Unitá Democratico, il cui obiettivo era raggiungere il Consiglio Nazionale Elettorale, è stata repressa con particolare violenza. Tanti i feriti ed anche tanti i giovani catturati dalle forze dell’Ordine.  I venezuelani sono scesi in piazza poche ore prima che si aprisse a Cancún la riunione dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione degli Stati Americani il cui argomento centrale è la crisi in Venezuela.

Mentre in strada i venezuelani protestavano e affrontavano Polizia e Guardia Nazionale in una vera e propria battaglia campale, la Procuratrice Generale della Repubblica, Luisa Ortega Díaz, ai suoi funzionari che le manifestavano solidarietà, assicurava che l’unico suo obiettivo e proposito era difendere la Costituzione e far rispettare le leggi.

Intanto non mancano gli appelli dei leader europei affinchè il governo del presidente Maduro desista dall’idea di realizzare l’Assemblea Costituente.

Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio italiano, e Mario Rajoy, presidente del governo spagnolo, in una lettera-appello congiunta al presidente del Venezuela Nicolás Maduro pubblicata dal Corriere della Sera scrivono:

“Italia e Spagna si appellano con forza al Governo venezuelano affinché riconsideri la sua decisione di indire un’Assemblea costituente. Anche perché la Costituzione del 1999 prevede già i meccanismi utili a individuare una soluzione politica in grado di ricomporre i diversi interessi nel rispetto delle Istituzioni, delle leggi e della sovranità popolare”.

La lettera prosegue:

“Chiediamo che Maduro e il suo governo non reprimano il dissenso, rispettino la separazione dei poteri e la legittimità democratica dell’Assemblea nazionale così come i diritti umani, incluso il diritto a manifestare pacificamente”

Per Gentiloni e Rajoy  “è tempo di definire una piattaforma negoziale che attivi una dinamica di riavvicinamento e di responsabilità comune tra le forze contrapposte”.

“Nel farlo – illustrano i due leader europei – non si potrà prescindere da quattro condizioni fondamentali per raggiungere un risultato efficace: rispetto dello Stato di diritto, e in particolare dell’autonomia del Parlamento, rilascio dei detenuti politici, apertura di un canale umanitario a favore della popolazione venezuelana e adozione di un calendario elettorale chiaro e condiviso”.

Gentiloni e Rajoy scrivono, quindi, che “l’Italia e la Spagna saranno al fianco del Venezuela in questo difficile percorso. Ma la responsabilità ultima sulla strada da intraprendere – sottolineano – spetta naturalmente al Governo del Venezuela. Alle sue scelte politiche – che la Storia verrà chiamata a giudicare – sono appesi il destino, i bisogni, le speranze e le paure di milioni di cittadini”

Immediata la reazione della politica italiana. Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione degli Affari Esteri, che conosce bene la realtá del Venezuela per essere stato nel Paese ed aver conversato con leader politici e con la nostra Comunità ha dichiarato:

– La lettera aperta dei presidenti Gentiloni e Rajoy al presidente venezuelano Maduro ha un significato di alto spessore morale e politico. È la dimostrazione che Italia e Spagna non dimenticano il popolo venezuelano e lavorano in concreto per facilitare la soluzione di questa crisi. Il Parlamento italiano, dopo le mozioni approvate ai primi dell’anno, continuerà il proprio impegno a fianco dell’Assemblea parlamentare del popolo venezuelano.