L’Europa torna a costruire, mentre in Italia calo record

ROMA. – Mentre il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, posa la prima pietra di una nuova scuola sostenibile a Pesaro e indica nelle costruzioni un settore su cui puntare “con progettazioni di qualità e all’insegna del risparmio e dell’efficienza energetica”, il mattone italiano segna un record negativo in Europa.

Ad aprile 2017, la produzione delle costruzioni tricolore vede infatti una contrazione del 4,1% rispetto a marzo e del 4,6% rispetto al 2016 nei dati Istat corretti per gli effetti di calendario. Secondo Eurostat, è il risultato peggiore di tutta l’Eurozona: negli altri paesi della moneta comune, il mercato torna in espansione con un aumento medio del +0,3% su base mensile e del +3,2% su base annua. E anche nell’insieme Unione europea a 28, c’è una crescita del 2,7% nei dodici mesi e un andamento stazionario rispetto a marzo.

In Italia, il calo tendenziale della produzione raggiunge il -11% nei dati grezzi, che non tengono conto della differenza di due giorni lavorativi in meno rispetto al 2016 per le feste di Pasqua né del ponte del 25 aprile. Si tratta di un nuovo passo indietro in un mercato che ha perso 600 mila posti di lavoro nella lunga crisi iniziata nel 2008, secondo le stime dell’Ance-Associazione nazionale costruttori edili, e che sperava nel 2017 come “l’anno della svolta”.

Che la situazione potesse rivelarsi più difficile del previsto si è visto, però, fin dai primi dati Istat, che hanno indicato in gennaio 2017 il mese peggiore dopo oltre due anni, con un calo tendenziale della produzione delle costruzioni del 5,6%. I mesi successivi hanno mostrato poi una mini-ripresa, fino al nuovo stop di aprile, e l’insieme del primo trimestre si è concluso con un aumento del 0,4% rispetto all’ultimo trimestre del 2016. Il resto dell’Eurozona intanto, cresceva al oltre doppio della velocità e l’insieme dell’Unione europea al triplo con punte del +8,8% in Svezia e del +8,4% in Ungheria.

A complicare il quadro, per prossimi mesi, ci sono anche i costi di costruzione che sono in rialzo, sulla spinta dei rincari dei prezzi dei materiali. Gli incrementi per edificare un fabbricato residenziale hanno raggiunto lo 0,7% rispetto allo scorso anno, un livello che – seppure inferiore a quello dell’inflazione – è il più alto a partire dallo scorso giugno, quasi un anno fa.