Consip: scontro sulle mozioni al Senato, Mdp contro Lotti

Pubblicato il 19 giugno 2017 da ansa

Il ministro dello Sport, Luca Lotti, durante la cerimonia per la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al CONI presso lo Stadio dei Marmi a Roma, 12 giugno 2017.
ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA. – Se non ha avuto effetto l’ultimo pressing sull’ad di Consip a rimettere l’incarico, un segnale, alla fine, però arriva: l’assemblea degli azionisti è stata infatti convocata da Luigi Marroni il 27 giugno per il rinnovo dei vertici. Una mossa che non sembra – vista la determinazione dimostrata – poter contribuire a raffreddare il clima politico e, al Senato, quasi inevitabilmente si andrà allo scontro sulle 6 mozioni parlamentari presentate.

Tutte, tranne quella della Lega, impegnate a chiedere il reset al vertice della centrale d’acquisti della P.A. Ma non è l’opposizione, bensì Mdp, a tirare in ballo anche Luca Lotti, accusato proprio da Marroni e indagato per rivelazione di segreto d’ufficio.

Una mossa che spinge il Pd prima a sostenere l’inutilità del dibattito alla luce delle dimissioni del presidente Ferrara e della consigliera Consip Marialaura Ferrigno e poi a riformulare, insieme a Ap e ad Autonomie, un nuovo testo di maggioranza. Toccherà ufficialmente al presidente del Senato Pietro Grasso decidere come procedere. Ma sembra escluso, davanti alla determinazione delle opposizioni, che l’aula di Palazzo Madama non si trasformi di nuovo nel teatro di uno scontro, tutto politico, sull’inchiesta Consip.

Mentre in Procura, dopo la ritrattazione di Ferrara, poi indagato, l’inchiesta sembra accelerare con possibili nuove audizioni, al Senato i partiti si daranno battaglia sul filo dei voti. Anche se, a meno di ripensamenti dell’ultimo minuto, è difficile che le 3 mozioni di opposizione (Idea,Si e Lega) possano avere la meglio su quella di maggioranza. Perché se il gruppo di Denis Verdini risulta spaccato, è escluso che Mdp appoggi le mozioni dell’opposizione.

Il gruppo dei bersaniani ha deciso di presentare un proprio testo in cui, ritenendo “evidente che la vicenda di Luca Lotti e quella dell’ad Luigi Marroni siano indissolubilmente intrecciate”, chiede che il ritiro delle deleghe per il ministro e la revoca dell’incarico a Marroni. E questo agita le acque già molto mosse nella maggioranza. Per il Pd, visto che il cda è decaduto, le mozioni “non hanno più senso”.

E’ chiaro che i dem avrebbero preferito evitare di riaprire il calderone di una vicenda delicata che coinvolge, oltre a Lotti, il padre dell’ex premier, Tiziano Renzi. Anche perché, attacca Orfini, ci si scorda che “l’indagine sta riservando sorprese con meccanismi quasi eversivi e pezzi di apparati dello Stato che falsificano le prove per cercare di fare arrestare il padre dell’ex premier”.

Nonostante sia il bersaglio di maggioranza e opposizione, l’ad di Consip resiste fino alla fine e decide di convocare l’assemblea degli azionisti utilizzando tutti e gli otto i giorni previsti dalla legge. Anche, probabilmente, per difendere il proprio operato. “Ci vedremo in settimana ma non credo che parleremo delle dimissioni”, conferma il faccia a faccia con Marroni il presidente dell’Anac Raffaele Cantone.

E al fianco del capo di Consip si schiera la Lega che nella mozione chiede la fine di pressioni sull’ad e che il governo si assuma “la responsabilità dell’eventuale sua rimozione anticipata con provvedimento pubblico e motivato”.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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