Di Maio non molla la presa, incontra l’inviato di Trump per l’Ue

Di Maio a Porta a Porta

ROMA. – Con il faro puntato ad ovest, il M5s continua il suo lavoro di accreditamento verso le cancellerie straniere con l’obiettivo di presentarsi come la forza politica più credibile per un dialogo privilegiato con l’amministrazione Trump. Il tessitore dei rapporti diplomatici continua ad essere lui, Luigi Di Maio, già volato negli Usa per i primi contatti a maggio, quando ha incontrato la comunità accademica di Harvard, e ora proiettato per una visita più istituzionale programmata per il prossimo autunno, quando il deputato M5s potrebbe essere il candidato premier del Movimento.

Intanto, in qualità di vicepresidente della Camera, ha ricevuto la visita di Conrad Tribble, membro del Dipartimento di Stato Usa nel quale ricopre il ruolo di Deputy Assistant Secretary con mansioni focalizzate sui rapporti con l’Eurasia. L’incontro ha fatto segnare il primo contatto formale tra il M5S e l’amministrazione Trump.

Accompagnato dall’Incaricato d’Affari “ad interim” presso l’ambasciata Usa in Italia, Kelly Degnan, e dal primo segretario della sede diplomatica statunitense, Anthony Pirnot, il diplomatico, che era anche presente tra gli ospiti alla cena di gala alla Casa Bianca offerta dal presidente Obama in onore dell’allora premier Renzi, svolge ancora il suo ruolo di raccordo tra i nuovi States di Trump e l’Europa.

Nonostante il suo profilo che appare visibilmente ‘liberal’ (su Facebook si dice ad esempio orgoglioso di aver partecipato alla Pride Parade di Washington), Tribble ha preso le distanze (“Sicuramente non è la mia esperienza oggi o in qualsiasi altro giorno”, ha twittato) dai suoi colleghi del Dipartimento di Stato americano che si erano lamentati di essere stati lasciati “con letteralmente nulla da fare” dalla nuova amministrazione.

In attesa di capire cosa il futuro riserverà ai 5 Stelle, Tribble deve quindi essere stato giudicato la persona più adatta per i primi contatti con il M5s. Il diplomatico, che a giudicare da un suo ‘selfie’ sulla scalinata di Trinità dei Monti risulta essere a Roma almeno dal 17 giugno, non pare avere in agenda altri incontri istituzionali nella Capitale. Durante il colloquio con Di Maio, durato all’incirca un’ora e definito dall’esponente M5s “proficuo e cordiale” e “un’occasione utile per aprire un confronto schietto e trasparente con uno Stato amico e alleato dell’Italia in numerose aree di interesse”, si è comunque parlato molto di politica e del Movimento.

Di Maio avrebbe esposto all’americano quelle che sono le proposte del M5s per combattere la corruzione in Italia, sull’immigrazione, con il proposito di superare gli accordi di Dublino e sull’euro e l’Europa. L’esponente dei Cinque stelle avrebbe anche illustrato all’inviato Usa l’obiettivo del Movimento di avviare un dialogo costruttivo con l’Ue per mettere fine all’austerità imposta dal fiscal compact e dall’obbligo di pareggio di bilancio in Costituzione e per raggiungere nuovi e più ampi margini di flessibilità.

(di Francesca Chiri/ANSA)