Pd: con Mdp non si va avanti, a rischio la legge di bilancio

ROMA. – L’appuntamento con i ballottaggi, dove Pd e Mdp sono alleati quasi ovunque, evita che lo scontro deflagri. Ma i renziani sono furiosi per i toni “grillini” sfoderati da Mdp sul caso Consip, dove i bersaniani si sono sfilati dalla mozione di maggioranza e hanno intignato fino alla fine per mettere sullo stesso piano la decadenza di Luigi Marroni e quella di Luca Lotti ottenendo l’appoggio M5S in Aula.

“Ora Gentiloni deve fare chiarezza, serve una verifica politica”, è la richiesta del Pd che manda un avvertimento anche al Colle: la finestra per il voto anticipato si chiuderà ad ottobre, in piena sessione di bilancio, e a quel punto Mdp avrà mani libere per votare contro la manovra con il rischio di andare all’esercizio provvisorio. Se i rapporti dentro la maggioranza tra Pd e Mdp fossero un test per future alleanze elettorali, non c’è da ben sperare.

“Non c’è colla o Prodi che tenga, come si fa a stare insieme ad uno come Gotor che descrive Renzi come Satana?”, è la domanda retorica dei renziani che sperano ancora di riuscire a separare il destino di Giuliano Pisapia da quello di Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema. D’altra parte, osserva un polemico Orfini, i governi di Prodi, con l’Ulivo e con l’Unione “non furono stagioni straordinarie, ma esperienze finite male”.

E al Professore che ha polemizzato con la “politica dei tweet”, il presidente dem ricorda che “a volte si può essere più chiari sulla direzione di marcia con un tweet che con 300 pagine illeggibili in cui c’era dentro tutto il contrario di tutto”.

Ma se il tema delle alleanze è tutto da costruire, la maggioranza di governo è realtà e non avrà mesi facili. “Parliamo di amministrative perchè se parliamo di politica, visto come vi siete comportati oggi è complicato”, dice Lorenzo Guerini rivolgendosi in Transatlantico a Nico Stumpo e descrivendo lo stato dei rapporti. E’ vero che il ‘partito del non voto’ è sempre attivo per evitare la fine anticipata della legislatura ma da ottobre si chiude la finestra per l’anticipo delle urne.

“A quel punto Mdp voterà contro la manovra”, ragionano al Nazareno ormai con il rammarico su come fosse giusto il tentativo di votare il 24 ottobre per avere un nuovo governo e una maggioranza diversa fresca di legittimazione per fare la manovra. Un messaggio non tanto velato a chi sostiene a tutti i costi la stabilità della legislatura proprio per avere la garanzia di approvare entro dicembre la legge di bilancio. Ma Pier Luigi Bersani non vede ambiguità nel comportamento del suo movimento: “Il governo e la legislatura devono andare avanti ma senza pretendere di chiuderci la bocca”.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)