L’Ue si difende dal dumping della Cina e risponderà agli Usa

Pubblicato il 20 giugno 2017 da ansa

BRUXELLES. – L’Ue affila le armi e si prepara a far fronte alla giungla sempre più intricata del commercio globale. Da una parte infatti fa passi avanti contro il dumping della Cina e avverte gli Usa che reagirà per parare i colpi del suo protezionismo, dall’altra fa sponda con il Wto ma apre anche all’idea di Macron di proteggere i settori strategici. Con un occhio alle mosse commerciali di Londra prima della Brexit.

Avanza infatti la costruzione del nuovo sistema di dazi antidumping Ue che evita di concedere alla Cina lo status di economia di mercato, ma che consente di colpire qualsiasi Paese o settore che fa concorrenza sleale come sta avvenendo con l’acciaio cinese. L’Europarlamento ha dato infatti il suo primo ok, con il lavoro del relatore Salvatore Cicu (Ppe/Fi), alla proposta della Commissione Ue di cui ne rafforza la base.

Si introduce infatti l’uso dei prezzi internazionali per determinare il dumping, l’onere della prova a carico degli esportatori e non delle imprese europee, e un peso maggiore, con valore probatorio, ai rapporti della Commissione Ue sui Paesi e settori problematici.

L’Italia, dopo avere ottenuto l’inclusione dei cinque criteri attuali che definiscono un’economia di mercato, aveva dato l’ok a livello di Consiglio Ue a maggio. Si tratta di “un grande passo in avanti su un dossier di grande importanza nazionale”, ha detto il sottosegretario Sandro Gozi, lodando “l’ottimo lavoro di squadra dei parlamentari italiani”.

Intanto la battaglia dei dazi si apre anche sul fronte americano, dove il presidente Donald Trump a giorni potrebbe annunciare il blocco delle importazioni di acciaio negli Usa per motivi di ‘sicurezza nazionale’. L’Ue è pronta a reagire. Queste misure “stanno andando in una direzione molto protezionistica” e, “anche se non sono mirate contro l’Ue ci colpiranno duramente, per questo dovremo rispondere”, ha avvertito la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem.

Una via possibile è quella che vede il Wto e le sue regole al centro della partita. Proprio oggi il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha incontrato il direttore generale del Wto Roberto Azevedo, lanciando un messaggio chiaro: il “pieno sostegno e impegno” da parte dell’Ue a un sistema commerciale multilaterale “basato su regole” dove “al centro” c’è il Wto.

Nel frattempo, però, si fa strada per la prima volta tra i 28, su influenza del neopresidente francese Emmanuel Macron, l’idea di proteggere l’industria europea strategica: secondo la bozza delle conclusioni del vertice Ue di giovedì e venerdì vista dall’ANSA, la Commissione viene invitata a “esaminare e controllare gli investimenti di Paesi terzi in settori strategici”. Altolà anche alla Gran Bretagna: fino alla Brexit, ha avvertito Malmstroem, Londra non potrà superare la “linea rossa” di negoziare accordi commerciali con nessun Paese.

(di Lucia Sali/ANSA)

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