Il feeling con M5s divide Salvini e Berlusconi

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
Foto Roberto Monaldo / LaPresse

ROMA. – Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sempre più distanti su come trattare i cinque stelle. Se il leader della Lega non esclude un possibile dialogo per il futuro e invita il Cavaliere a non demonizzare Grillo e compagni, Berlusconi ribatte che mettersi con il M5s sarebbe un suicidio.

Parte Matteo Salvini, che se la prende con Berlusconi, colpevole di lasciarsi andare a giudizi “esagerati” nei confronti del partito di Beppe Grillo: “Dire che sono pericolosi è infatti un errore” secondo il leader della Lega, che pure riconosce che a Roma e Torino “hanno fatto meno di quanto io avevo ipotizzato”. Il leader leghista “ad oggi” esclude un’alleanza (del futuro non parla) e se deve esprimere una critica ai grillini è che sono “labili”: “affermano una cosa il lunedì e il mercoledì si cambia”.

Però, almeno a parole “su temi come sicurezza e controllo dell’immigrazione ci stanno seguendo”, anche se su altri si registra una distanza difficile da colmare, come nel caso del reddito di cittadinanza. Insomma, mette in chiaro Salvini cercando di fugare i sospetti su future alleanze, l’obiettivo resta “un governo di centrodestra” ma “dire un po’ troppo che sono sfaccendati, disoccupati, non mi pare corretto”.

Sempre rivolgendosi a Berlusconi il segretario della Lega ribadisce come la contesa della leadership sia tutt’altro che chiusa: a guidare sarà – afferma – chi “avrà più consensi”. A meno che non si facesse avanti una figura terza: a quel punto “farei due chilometri di passo indietro”, assicura Salvini.

In serata arriva la replica di Berlusconi. Il leader di Forza Italia, intervistato dal Tg1, alza il muro di fronte alla suggestione di un feeling con i grillini: “Con il movimento cinque stelle – taglia corto – non c’è futuro”. E questo. aggiunge, lo sa anche Salvini, che “non è un suicida”. I cinque stelle, sottolinea Berlusconi, “sposano qualunque idea per poi cambiarla il giorno dopo, perché non hanno valori”. Dunque inutile immaginare intese.

E sulla partita della leadership raccoglie la sfida: “Non è un tema che appassiona gli italiani , ma sarà il partito che prende più voti a indicare il leader”.

(di Chiara Scalise/ANSA)