Primo sì della Camera a tutela dei beni culturali: vandali e tombaroli nel mirino

Pubblicato il 22 giugno 2017 da redazione

ROMA. – Danneggiare le opere d’arte ed i beni culturali diventa un reato specifico del codice penale. Ma anche trafficanti e tombaroli rischieranno di più. L’Aula della Camera ha dato il via libera ad una proposta di legge che introduce nel codice penale una nuova sezione, intitolata “Dei delitti contro il patrimonio culturale”, con pene specifiche per chi ruba, danneggia o traffica con opere d’arte, paesaggistiche o archeologiche.

Un giro di vite reclamato a gran voce dopo gli episodi di danneggiamento di opere d’arte, come la Barcaccia di Piazza di Spagna o l’elefante di piazza della Minerva a Roma. Contro hanno votato Fi e Cor; M5S, Si e Mdp si sono astenuti. Soddisfatto il ministro Dario Franceschini, secondo cui “il provvedimento è molto importante non solo per l’Italia ma per l’intera comunità internazionale che identifica sempre più la tutela del patrimonio culturale come una priorità.

Con queste nuove norme l’Italia si pone all’avanguardia nel mondo”. E la presidente della commissione Giustizia Donatella Ferranti sottolinea come il provvedimento garantità “una tutela più rigorosa”. Ecco i nuovi reati introdotti dalla proposta di legge, che ora passa all’esame del Senato.

FURTO DI BENI CULTURALI: reclusione da 2 a 8 anni (pena significativamente più elevata rispetto a quella prevista per il furto); in presenza di circostanze aggravanti, la pena della reclusione va da 4 a 12 anni.

APPROPRIAZIONE INDEBITA DI BENI CULTURALI: reclusione da uno a 4 anni.

RICETTAZIONE DI BENI CULTURALI: reclusione da 3 a 12 anni.

RICICLAGGIO DI BENI CULTURALI: reclusione da 5 a 14 anni.

VIOLAZIONI IN MATERIA DI ALIENAZIONE DI BENI CULTURALI: reclusione fino a 2 anni e multa fino a 80.000 euro. Commette il reato chiunque vende beni culturali senza autorizzazione (ivi compresi beni ecclesiastici); chiunque, essendovi tenuto, non presenta la denuncia di trasferimento della proprietà o della detenzione di beni culturali; chi vende un bene culturale soggetto a prelazione.

DANNEGGIAMENTO, DETURPAMENTO, IMBRATTAMENTO E USO ILLECITO DI BENI CULTURALI O PAESAGGISTICI: reclusione da 1 a 5 anni. Per condotta colposa, reclusione fino a 2 anni.

ATTIVITÀ ORGANIZZATE PER IL TRAFFICO ILLECITO DI BENI CULTURALI: reclusione da 2 a 8 anni. Sarà punito chiunque, per conseguire un ingiusto profitto o vantaggio trasferisce, aliena, scava clandestinamente e comunque gestisce illecitamente beni culturali.

POSSESSO INGIUSTIFICATO DI STRUMENTI PER IL SONDAGGIO DEL TERRENO O PER LA RILEVAZIONE DEI METALLI: arresto fino a 2 anni per chi sia ingiustificatamente colto in possesso di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli in aree di interesse archeologico.

INDAGINI SOTTO COPERTURA: Potranno essere eseguite nelle indagini sul traffico di beni culturali.

(di Francesco Bongarrà/ANSA)

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