Ispra, in Italia si sono persi 23 mila chilometri quadrati di suolo al 2016

Pubblicato il 22 giugno 2017 da ansa

ROMA. – In Italia si sono persi 23 mila chilometri quadrati di suolo al 2016, pari al 7,6% del territorio nazionale, come se ci fossimo ‘mangiati’ uno spazio grande quanto la dimensione di Campania, Molise e Liguria messe insieme.

Sono queste le nuove stime fornite dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), contenute nel rapporto sul consumo di suolo del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) in cui si fa presente che “il consumo di suolo continua inesorabilmente ad aumentare” sia pure ad un ritmo di “3 metri quadrati al secondo”, più basso rispetto agli “8 mq al secondo degli ultimi decenni”.

Le previsioni sono tutt’altro che incoraggianti. Secondo l’Ispra “il futuro non è roseo”: gli scenari ipotizzati al 2050 parlano di altre perdite di suolo che vanno da “1.635 kmq, a 3.270 kmq, fino a 8.326 kmq”. In tutto ci sono 15 Regioni che hanno perso più del 5% del proprio suolo; tra queste, Lombardia e Veneto entrambe superano il 12%, e la Campania oltre il 10%. Gli incrementi maggiori in valori assoluti riguardano Lombardia (648 ettari di nuove superfici artificiali), Sicilia (585 ettari) e Veneto (563).

La provincia con la maglia nera è Monza e Brianza (che ha perso oltre il 40% di suolo amministrato); seguono Napoli e Milano con oltre il 30%, poi Trieste, Varese, Padova e Treviso (qui, l’incremento maggiore con 186 ettari tra il 2015 e il 2016, valore più alto a livello nazionale). Sopra i 150 mila abitanti gli incrementi maggiori si sono avuti a Roma, Torino e Bologna.

Secondo l’Ispra “da novembre 2015 a maggio 2016 l’Italia ha consumato quasi 30 ettari di suolo al giorno, per un totale di 5 mila ettari di territorio; come se avessimo costruito 200 mila villette”. Le persone che hanno più suolo ‘libero’ pro-capite sono i 39 abitanti di Briga Alta (provincia di Cuneo) con oltre 1.300.000 mq disponibili a testa. Quelli che ne hanno di meno vivono in alcuni Comuni della provincia di Napoli, e si devono accontentare di uno spazio di suolo ‘non consumato’ compreso tra gli 8 e i 23 mq a testa.

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