Un luglio della verità per le banche in crisi

MILANO. – Sono andate avanti ognuna per conto proprio, ma per tutte il punto di caduta ci sarà a luglio. Pare che le banche in crisi abbiano concordato le agende, per tenere il fiato sospeso fino a un momento comune della verità, quando sarà chiaro se la va o se la spacca. Insomma, al ritorno dalle ferie si saprà se le venete, Mps, CariFerrara e le Casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato sono sopravvissute.

Per Veneto Banca e Popolare di Vicenza la soluzione si sta delineando in queste ore, con Intesa nel ruolo di cavaliere quasi bianco. Ma visto che anche lo Stato dovrà metterci del suo, prima di brindare allo scampato pericolo dovranno essere compiuti parecchi passaggi, specie in Unione Europea. L’invito di tutti, a.d. vicentino Fabrizio Viola in testa, è a far presto. Un altro mese potrebbe essere anche troppo.

Montepaschi, invece, ha di fronte a sé il traguardo. Entro il 28 giugno Atlante 2 dovrà presentare lo schema con cui intende smaltire i 26 miliardi di sofferenze lorde. Nei giorni successivi il cda senese esaminerà il piano di ristrutturazione concordato dall’ad Marco Morelli e dal Tesoro con la Bce e la direzione generale per la concorrenza della Commissione europea. Dopodiché, ci sarà solo da aspettare il via libera definitivo della Commissione europea all’ingresso dello Stato nel capitale di Mps, che a quel punto sarà definitivamente salva.

Anche per CariFerrara e per le casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato la soluzione pare alle porte. Atlante avrà un ruolo nella dismissione dei crediti deteriorati di tutte loro. Poi, per l’acquisto di Cariferrara è in campo Bper, che punta a chiudere entro il 30 giugno la verifica sui conti dell’istituto. Sulle altre tre casse è al lavoro Credite Agricole. “Entro la prima decade di luglio termineremo la due diligence – ha ribadito in questi giorni l’ad di Credit Agricole Italia, Giampiero Maioli – e vediamo se si riesce a chiudere”.

(di Giampaolo Grassi/ANSA)