Allarme Ue, nel G20 si allarga la piaga del protezionismo

Angela Merkel arriva al Summit del G20. EPA/BERND VON JUTRCZENKA
Angela Merkel arriva al Summit del G20. EPA/BERND VON JUTRCZENKA

BRUXELLES. – Il protezionismo non è solo una minaccia per l’economia europea ma è una piaga che si allarga già a macchia d’olio, con un aumento del 10% delle barriere commerciali. Soprattutto tra le economie del G20. E’ l’allarme lanciato dall’Ue a una settimana dal vertice di Amburgo, dove intende fare pressione sui partner. Intanto arriva anche un avvertimento agli Usa: in caso di misure contro l’acciaio europeo, l’Ue è pronta alla “rappresaglia”. E, a riprova della sua determinazione, soffia sul fuoco preparando per mercoledì la multa antitrust da oltre 1 miliardo a Google.

Secondo il rapporto annuale della Commissione europea sulle barriere commerciali, nel 2016 sono state adottate ben 36 nuove misure discriminatorie, di un impatto negativo potenziale di 27,17 miliardi sull’economia Ue. Salgono così a 372 gli ostacoli al commercio esistenti, di cui la maggior parte targati Russia (33), Brasile, Cina e India (23 a testa), poi Indonesia e Corea del Sud (17), Argentina e Usa (16), Turchia (15) e Australia (13). Tutti Paesi che fanno parte del G20.

A imporre più misure protezionistiche nel 2016 sono state Russia e India, seguite da Svizzera (tra cui l’obbligo di registrazione di qualifiche professionali e fedina penale per i lavoratori non svizzeri in Canton Ticino), Cina e Turchia. I settori più colpiti sono vini e agroalimentare, poi farmaceutico, auto e siderurgico oltre a misure orizzontali che colpiscono in modo indiscriminato.

“Vediamo chiaramente che la piaga del protezionismo è in aumento” ed “è preoccupante che i Paesi del G20 stiano mantenendo il più alto numero di barriere commerciali”, ha affermato la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem. “L’Ue non starà a guardare e non esiterà a usare gli strumenti a disposizione”, ha detto, ricordando che il tema sarà affrontato al G20 di Amburgo per passare “dalle parole ai fatti” e annunciando una “mappa” delle misure esistenti a protezione dei settori strategici dell’industria come chiesto dal vertice Ue.

Primo Paese nel mirino, gli Stati Uniti. “Se saremo colpiti in modo ingiustificato faremo certamente una rappresaglia”, ha avvertito Malmstroem, che non intende consentire che la siderurgia europea diventi un “danno collaterale” della lotta Usa alla sovraccapacità cinese.

E per far capire a Washington che Bruxelles fa sul serio la collega alla concorrenza Margrethe Vestager, secondo quanto riporta il ‘Financial Times’, si appresta a dare un’altra batosta ai ‘big’ del tech americani con una maxi multa da oltre 1 miliardo a Google per abuso di posizione dominante nei servizi Shopping. Mentre in reazione al Ttip ormai congelato, arriverà “molto presto” la chiusura dell’accordo di libero scambio Ue-Giappone.

(di Lucia Sali/ANSA)