Migranti: tensione al confine, 400 tentano passare in Francia

VENTIMIGLIA (IMPERIA). – Cosa abbia provocato l’improvvisa ‘fuga’ di 400 profughi del Sud Sudan dall’accampamento allestito sul fiume Roja di Ventimiglia verso il bosco della val Roja e il Grammondo, la montagna che s’inerpica su verso il confine con la Francia, non si sa. C’è chi dice che sia stata la notizia dell’ordinanza del sindaco di Ventimiglia Ioculano che prevedeva la pulizia degli argini del Roja a ‘consigliare’ i profughi a andarsene da lì, per evitare lo sgombero. Tant’è, la notte scorsa tra mezzanotte e l’una i 400 del Roja hanno raccattato le loro povere cose e cominciato a camminare ‘guidati’ da un gruppetto di attivisti tedeschi. Quando la polizia ha visto questa gran massa di persone in movimento ha anche sparato un lacrimogeno: ma loro si sono divisi e sono scappati via.

“Chiediamo di avere la nostra dignità di uomini: se la Francia ci respinge, deve intervenire l’Europa a garantire i nostri diritti” hanno detto mentre percorrevano uno dietro l’altro la strada in salita che porta al confine. “Siamo qui da giorni, settimane, mesi. Viviamo in un fiume perché nel campo della Croce Rossa non c’è posto per tutti. Alcuni di noi hanno tentato anche cinquanta volte di attraversare il confine ma la polizia francese ci ha sempre respinti”.

E continuano a camminare: testa bassa, scarpe sfondate ai piedi che non tolgono nemmeno per guadare il fiume, una borsa di tela con i loro beni più preziosi. Controllati a vista dalla polizia fino al paesino di Torri, a un certo punto sono spariti.

La polizia dice che si sono nascosti nel bosco e che stanotte tenteranno di passare il valico. Prenderanno uno dei mille sentieri che portano in Francia: quello di Olivetta San Michele o quello delle Fanghette o chissà, quel ‘valico strategico’ segreto che veniva usato negli anni ’80 per consentire ai componenti del Comitato esecutivo delle Brigate Rosse di andarsene in Francia a prendere armi, contatti con Action directe o semplicemente per sparire nel nulla.

I francesi lo sanno: la police nationale ha avuto un breve incontro in territorio italiano con la polizia italiana per mettere bene in chiaro che li respingeranno, appena tenteranno di mettere piede in Francia, in un modo o nell’altro. Bosco e notte che sia a coprire la fuga saranno le lucine dei cellulari a tradirli. Ma potranno farlo con un gruppo, forse due, forse tre. Di 400, qualcuno riuscirà a passare.