Gentiloni: “Intervento su Banche Venete doveroso. Nessun regalo”

Pubblicato il 26 giugno 2017 da ansa

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni ed il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (D) in una foto d’archivio. ANSA/ US/ PALAZZO CHIGI / TIBERIO BARCHIELLI

MILANO. – Nel giorno in cui 960 sportelli di Veneto Banca e Popolare di Vicenza riaprono sotto le insegne di Intesa, rilevate per 1 euro e con una dote di 5 miliardi di euro a carico dello Stato, il premier Paolo Gentiloni difende l’operazione che ha scongiurato il bail in delle banche venete. Un governo serio, ha detto, deve “farsi carico dei problemi che possono interessare imprese o banche. Sarebbe singolare il contrario: chi parla di regalo ai banchieri fa solo cattiva propaganda”. E ancora: il salvataggio è stato “doveroso” in quanto rivolto non “ai responsabili del dissesto”, che devono “pagare”, ma “ai 2 milioni di clienti, alle pmi, all’economia del territorio”.

“Siamo abbastanza fiduciosi di poter recuperare i cinque miliardi” ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, esprimendo “totale disaccordo” verso chi parla di pubblicizzare le perdite e privatizzare i profitti. Il governo, ha spiegato il premier, cercherà di recuperare i soldi dei contribuenti attraverso una gestione “assennata” dei crediti deteriorati finiti nella bad bank dello Stato, che si farà carico anche di 12 miliardi di garanzie a favore di Intesa.

La giornata delle venete si è aperta con la nomina da parte di Bankitalia dei commissari liquidatori: Claudio Ferrario e Giustino Di Cecco per Bpvi e Alessandro Leproux e Giuliana Scognamiglio per Veneto Banca, con Fabrizio Viola, ex a.d della Vicenza, a completare le terna.

E il primo atto dei commissari è stata proprio la cessione delle good bank a Intesa. L’operazione, ha chiarito Bankitalia, “assicura la tutela di tutti i risparmiatori e dei creditori senior” e prevede “misure di ristoro per titolari di strumenti finanziari subordinati retail”, che verranno rimborsati al 100%. Sportelli aperti e continuità di servizi, oltre per i clienti migrati sotto Intesa, anche per quelli di Banca Intermobiliare e Farbanca, rimaste in mano ai commissari.

E’ “completamente sbagliato” parlare di regalo, ha detto il consigliere delegato di Intesa, Carlo Messina, dopo che il presidente Gian Maria Gros-Pietro aveva parlato di salvataggio che scongiurava un “effetto domino”. “L’unica alternativa”, ha spiegato, sarebbe stata un “intervento immediato del fondo di risoluzione interbancario” che avrebbe dovuto rimborsare i depositi “per un ammontare stimato tra i 12 e i 13 miliardi”.

Non ha dubbi sul vincitore dell’operazione la Borsa, dove Intesa è balzata del 3,5%, in compagnia delle altre banche, sollevate dal rischio di nuovi interventi di sistema. La capitalizzazione di Ca’ de Sass è salita di 1,5 miliardi mentre gli analisti parlano di operazione “virtualmente senza rischi” e stimano utili aggiuntivi entro il 2020 tra i 250 milioni (Mediobanca) e i 389 milioni (Equita).

Moody’s ha parlato di “operazione positiva” che aumenta la base clienti, migliora “leggermente” l’asset quality e non ha impatti sul patrimonio. “Le regole applicate sono pienamente in linea con il quadro dell’Unione bancaria” ha chiarito un portavoce della Commissione Ue mentre da Berlino e sui giornali anglosassoni (il Wsj ha parlato di “passo indietro” per l’Eurozona) rimbalzano le polemiche per un aggiramento delle regole sul bail in.

“Gli aiuti di Stato sono totalmente legali” e “non c’è alcuna disapplicazione delle regole” ha detto Padoan. La Ue intanto sta “analizzando” l’impatto dell’intervento “sulle finanze pubbliche” anche se per ora “non ci sono cifre disponibili”.

Intanto Bpvi ha pubblicato il piano di fusione che, senza l’alt della Ue, avrebbe lasciato, dopo un aumento di capitale da 4,7 miliardi, lo Stato proprietario delle venete e non solo della bad bank. Un piano “fatto seriamente”, per l’ex presidente Gianni Mion, con il ritorno all’utile nel 2019 e 600 milioni di profitti nei due anni successivi.

(di Paolo Algisi/ANSA)

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