Svolta dei sindaci lombardi del centrosinistra, sì al referendum

MILANO. – Nel giorno in cui Giorgio Gori ha confermato la disponibilità a candidarsi alla presidenza della Regione Lombardia, i sindaci di centrosinistra di quasi tutti i capoluoghi lombardi hanno ufficialmente annunciato che voteranno Sì al referendum (consultivo) per l’autonomia fissato il 22 ottobre dal governatore leghista, Roberto Maroni, in concomitanza con quello del Veneto.

È stato proprio l’ufficio di Gori, sindaco di Bergamo, ad anticipare la nascita di un comitato che di fatto impone un cambio di linea al Pd, che fino a ieri aveva definito inutile la consultazione sostenuta dal centrodestra e dal Movimento 5 Stelle.

I sindaci Dem, compreso quello di Milano, Giuseppe Sala, avranno ragioni diverse da quelle di Maroni. Le spiegheranno l’11 luglio a Varese, città culla della Lega Nord (e del governatore) strappata dal centrosinistra un anno fa dopo ventitré anni. “L’autonomia e i benefici per la crescita e il lavoro per tutti non possono essere strumentalizzati da una parte politica che ha isolato fino ad ora la Lombardia – hanno intanto dichiarato in una nota congiunta i primi cittadini di Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Lecco, Mantova, Cremona e Sondrio -. Per questo diciamo un Sì convinto e ci organizzeremo perché il referendum sia una vittoria di tutti i lombardi e non una bandierina di una parte”.

La mossa cambia lo scenario proprio all’indomani dei ballottaggi persi dal Pd e alla vigilia delle elezioni Regionali. La quasi totalità dei partiti è ora schierata per il Sì. “I lombardi – ha detto il segretario lombardo del partito di Matteo Renzi, Alessandro Alfieri – avranno ora a disposizione un’altra voce che non parlerà loro di fantomatici miliardi di euro ma di come rendere la Lombardia più forte e competitiva con maggiori poteri. Allo stesso tempo rimaniamo convinti che sia un grave errore non aver trattato da subito con il governo e aver invece voluto indire un referendum che costerà ai cittadini lombardi 46 milioni di euro”.

“Bene, finalmente. Ma una domanda – ha scritto Maroni su Facebook – la voglio fare al Pd lombardo e al suo segretario: perchè finora il Pd ha definito inutile il referendum e mi ha sempre attaccato accusandomi di sprecare soldi pubblici? Che confusione in casa dem… Che pazienza da parte mia”.

Il cambio di linea del Partito Democratico è stato sottolineano anche dai 5 Stelle: “L’endorsement al referendum dei sindaci Pd, una cosa la dice chiaramente – ha sostenuto il capogruppo regionale Andrea Fiasconaro – il Pd regionale ha mentito spudoratamente sulle aperture del Governo Renzi-Gentiloni per dare più autonomia e risorse alla Lombardia”.

(di Alessandro Franzi/ANSA)