Bce, in Italia troppi bond rischiosi alle famiglie

ROMA. – Le banche dell’Eurozona, e le italiane in particolare, hanno affibbiato troppi bond rischiosi alle famiglie: gli istituti di credito devono muoversi perché quei bond, specie sul debito subordinato dove solo il rimborso dello Stato eviterà dolorose perdite ai clienti delle banche venete, vadano agli investitori professionali. Parola della Bce, nella persona di Ignazio Angeloni, membro del Consiglio di vigilanza bancaria.

In un’audizione alla Commissione Finanze del Senato, Angeloni ha toccato a più riprese i salvataggi del Montepaschi, della spagnola Popular e delle venete. “Va presa seriamente” – ha detto – la critica di chi vede nell’ultimo salvataggio italiano un “precedente per favorire aggiramenti delle regole in futuro”.

Il nodo è sempre il bail-in. E in proposito l’esponente italiano della Vigilanza vicino a Draghi, che qualcuno ha indicato come potenziale candidato a governatore della Banca d’Italia, ha detto che i prodotti finanziari rischiosi emessi dalle banche e collocati presso i clienti retail “pur ridottisi, sono ancora consistenti in alcuni Paesi, fra cui soprattutto l’Italia”. E dunque le banche interessate devono muoversi, “per verificare le effettive consistenze e favorirne se possibile la ricollocazione presso investitori professionali”.

L’esortazione arriva dopo il un nuovo caso (Veneto banca e popolare Vicenza) in cui si è sfiorato il bail-in facendo gridare al rischio di un contagio. In Italia i soli bond subordinati (azzerati non solo nel bail-in, ma anche nel ‘burden sharing’ delle venete, di Mps e delle quattro banche salvo intervento pubblico a chi li ha comprati senza conoscere i rischi) ancora nelle mani delle famiglie, ammontano a circa 24 miliardi su un totale di obbligazioni bancarie di 152 miliardi a fine 2016, secondo quanto si ricava dai dati della Bankitalia.

La Financial Stability Review della Bce mostra come in Italia il debito bancario soggetto al bail-in sia nelle mani delle famiglie per una quota preponderante. Assieme all’altro invito di Angeloni, quello a rivedere le regole del bail-in per dare ai depositi sopra i 100.000 euro una maggiore protezione, potrebbe essere questa la strada per rivedere la normativa europea sulle banche. Alle quali Francoforte chiede, tuttavia, di fare marcia indietro rispetto alle vecchie abitudini verso i clienti.

(di Domenico Conti/ANSA)