Felipe González se ofrece para mediar entre Gobierno y Mud

Pubblicato il 29 giugno 2017 da redazione

MADRID.- Felipe González, ex presidente del gobierno español, aseguró que “sigue dispuesto” a mediar entre el Gobierno del presidente de la República, Nicolás Maduro, y la oposición representada por la Mesa de la Unidad Democrática. Sin embargo, puso una condición: el Estado tendrá que aceptar como “punto de partida el cumplimiento” de la Constitución.

El ex premier español expresó que, por sus críticas, pareciera estar “satanizado con la Oposición”. Aseguró que no es así y reveló que el año pasado el presidente Maduro lo invitó en dos ocasiones a visitar el país.

– Yo para ayudar a Venezuela como para ayudar a la paz en Colombia estoy siempre disponible – dijo -, pero para perder el tiempo no.

González conoce a fondo América Latina. No obstante, hay quien cree que no sería el hombre para interceder en la crisis venezolana. De hecho, es asesorar de los abogados que ejercen la defensa internacional de Leopoldo López y ha sido protagonista de altercados verbales contra altos cargos del gobierno venezolano y con el propio presidente Maduro. En 2015, la Asamblea Nacional, dominada por el “chavismo”, lo declaró persona “non-grata”.

La irrupción de Felipe González en el escenario político nacional podría ser interpretada como un desplante al también ex presidente del gobierno español, Rodríguez Zapatero, cuyo papel mediador ha sido  criticado por la oposición.

– El supuesto diálogo – comentó González – nunca lo fue realmente. No cumplía con las condiciones mínimas para que la mediación fuera aceptable por las dos partes. Tampoco había puntos concretos de un acuerdo previo para empezar a dialogar. Solo consiguió malgastar un tiempo que Venezuela no tiene.

Maduro ha convocado para el 31 de julio la formación de una Asamblea Nacional Constituyente que redacte una nueva Carta Magna para el país. González dice que “el tiempo se agota para Venezuela”. También afirma que no excluye viajar a Caracas durante las próximas semanas, a pesar de la incertidumbre.

– Haría de buena fe todo lo que haga falta en un momento como este si estoy convencido de que ayuda a la solución en la que creo, no si interfiere en esa solución.

El expresidente español considera posibles tres escenarios. Frente a la no muy remota posibilidad de crear una nueva Asamblea Nacional Constituyente o un hipotético levantamiento de la Fuerza Armada Nacional que dé paso a un gobierno de transición antes de unas elecciones, González aboga por una solución similar a la que se barajó en el contexto de la última reunión de la Organización de Estados Americanos, con la creación de un panel mixto de países para la mediación.

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