Al via i saldi: spesa media a famiglia 230 euro, ma c’è incertezza

ROMA. – Consumatori a caccia di sconti pronti ai nastri di partenza. Da domani scattano in tutta Italia i saldi estivi, per i quali si prevedono budget di spesa più o meno in linea con il passato, ma anche una crescente incertezza, legata soprattutto a ragioni economiche. E mentre per i consumatori arrivano puntuali i vademecum per evitare ‘fregature’, la Confcommercio alza l’allarme sulle anticipazioni degli sconti lanciati da alcuni big.

Per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo si spenderanno in media 99 euro a persona e 230 euro a famiglia, per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro, stima l’Ufficio studi di Confcommercio. E anche Confesercenti prevede un budget simile: in media circa 220 euro a famiglia, in linea con le rilevazioni dello scorso anno.

Cresce però l’incertezza dei consumatori: un italiano su tre – secondo l’indagine previsionale di Confesercenti – è ancora indeciso, soprattutto per ragioni economiche, se partecipare o meno alle vendite di fine stagione estive; e anche tra chi approfitterà dei saldi, solo uno su due ha già stabilito un budget. Fiduciosi ma non troppo i commercianti: per il 66% i saldi andranno come lo scorso anno, senza crescere né diminuire.

Aumentano invece gli sconti, stima ancora Confesercenti: un negozio su quattro partirà dal 50%. Ma l’Unione Nazionale Consumatori chiede invece ai commercianti di alzare gli sconti e “di non confermare l’andamento al ribasso che l’Istat ha registrato dai saldi invernali del 2015 a quelli del 2017: se infatti fosse confermato questo trend – avverte il presidente Roberto Dona – abbigliamento e calzature segnerebbero un abbassamento dei prezzi del 21,5%, ben lontani dal record raggiunto nel gennaio 2015, pari al -23,4%”.

A preoccupare i commercianti c’è però la mossa di alcune catene e monomarca che hanno anticipato gli sconti. E’ “intollerabile”, avverte il vice presidente di Confcommercio e presidente di Federazione Moda Italia Renato Borghi, che promette: “Non ci stancheremo mai di segnalare azioni di concorrenza sleale alle Autorità competenti”.

I saldi sono di fatto già partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia, conferma il Codacons che chiede di rivedere le legge, liberalizzando il settore: i saldi di fine stagione, secondo l’associazione dei consumatori, sono infatti ormai “obsoleti”, perché hanno perso appeal tra i consumatori, oltre che per la crisi, per l’avvento del commercio online che permette di acquistare tutto l’anno prodotti scontati.