Il Pd lancia “Democratica”, nuovo quotidiano digitale

ROMA. – Mentre L’Unità resta al palo, con le pubblicazioni ferme e i giornalisti senza stipendio da maggio, il Pd lancia la sua nuova iniziativa editoriale ‘Democratica’. Un quotidiano online, che uscirà ogni giorno nel primo pomeriggio e potrà essere scaricato dai social, dall’app Bob, dal sito del Pd e di Unità.tv. A guidarlo sarà Andrea Romano, che era stato condirettore de L’Unità senza essere mai in sintonia con il direttore Sergio Staino, secondo il quale l’operazione sancisce di fatto la fine del giornale fondato da Antonio Gramsci.

Anche per il comitato di redazione i dem hanno calato la maschera seppellendo il quotidiano. “A noi interessa cambiare la vita delle persone, non inseguire le formule della politica del passato – scrive Matteo Renzi su Facebook a pochi minuti dall’inizio dell’assemblea dei circoli Dem -. Per questo da oggi è nato un foglio di collegamento digitale (bit.ly/democratica), per questo ci vediamo a Milano tra qualche ora con i circoli, per questo faremo la campagna elettorale parlando di contenuti e di idee”.

Romano sottolinea che si tratta del primo caso in Italia di un quotidiano politico, digitale e multimediale che viene diffuso gratuitamente e che sarà “un mezzo di informazione e discussione per iscritti, simpatizzanti, amministratori e dirigenti del Pd”.

“Democratica non ha niente a che vedere con il quotidiano cartaceo, sono cose diverse – dice ancora -. L’Unità va in edicola e deve essere venduta, mentre Democratica è gratuita e viene diffusa sul digitale. Sono realtà che potrebbero integrarsi in termini politici, ma il problema oggi è che il giornale è controllato da un socio di maggioranza (il gruppo Pessina, ndr) che ha congelato la situazione”.

“Ufficialmente c’è ancora L’Unità, io sono ancora il direttore, ma in realtà non c’è nulla – sottolinea Staino -. I giornalisti sono fermi in attesa di notizie, e il Pd ci ha abbandonato di fatto”. “Non mi hanno detto nulla, hanno fatto tutto di nascosto – prosegue -, mentre chiedevo incontri ai rappresentanti del Pd, nel frattempo stavano preparando questa nuova iniziativa, proprio con colui che era il mio condirettore e che avevo allontanato perché rappresentava l’antigiornalismo in persona. Mi ha fatto difficoltà ogni volta che c’erano da pubblicare pezzi critici nei confronti di Renzi”.

“Su Staino non ho niente da dire salvo una cosa – replica Romano -: mi sarebbe piaciuto che avesse detto ‘mi dispiace, ho fallito come direttore di un quotidiano di cui non sono riuscito ad aumentare il numero di copie vendute’, invece di prendersela con gli altri, ma ognuno ha il suo stile”.

Dure le parole che si leggono in un comunicato del cdr: “Il 30 luglio 2014 la prima pagina del nostro giornale recitava ‘Hanno ucciso l’Unità’. Due anni dopo si svelano gli autori del delitto perfetto, quello di allora e quello di oggi”. Una nota di Piesse-L’Unità precisa comunque che “l’Unità resterà a disposizione, nonostante le mille difficoltà causate dal ‘finto’ socio di minoranza, di chi vorrà avere un’opinione libera o semplicemente diversa da quella del pdf scaricabile di nome ‘Democratica’”.

(di Michele Cassano/ANSA)