Mud, il 16 luglio referendum sulla Costituente

CARACAS – Lo scontro è sempre frontale e senza esclusione di colpi. Mentre il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, continua a fare uso della televisione di Stato per sponsorizzare gli aspiranti “chavistas” all’Assemblea Costituente, gli unici fino ad ora ad aver presentato la propria candidatura; movimenti politici di tutte le tendenze e organizzazioni sociali hanno chiesto all’Assemblea Nazionale che, nonostante le scarse risorse di cui dispone, indica una “referéndum” attraverso il quale i cittadini possano esprimersi pubblicamente sulla “Costituente”.
Il capo dello Stato, durante una trasmissione radio-televisiva a rete unificate, ha sottolineato che l’Assemblea Nazionale Costituente ha per obiettivo “la trasformazione dell’economia venezuelana, la sconfitta delle correnti che promuovono la violenza e il consolidamento delle ‘Misiones’”, ovvero degli ammortizzatori sociali.
Il capo dello Stato, che ha messo a dispozione dei suoi candidati la televisione di Stato per farsi conoscere e ha suggerito la possibilità di realizzare programmi a rete unificate, ha attaccato frontalmente una volta ancora il presidente del Parlamento, Julio Borges, chiamandolo “traditore della patria”.
Daltro canto, in un incontro aperto a tutti i movimenti politici e organismi sociali che si oppongono alla Costituente, è stato chiesto al Parlamento di indire un referéndum a livello nazionale. La consultazione popolare, fissata per il 16 luglio, avrebbe l’obiettivo principale di permettere al cittadino di esprimersi sulla Costituente. In altre parole, di condividerne la necessità o di respingerla.
– Oggi – ha detto Julio Borges -, siamo qui, uniti nella difendesa della Costituzione.
L’accordo firmato nel corso del conclave che si è svolto nel Centro Cultural Chacao e reso noto dal presidente del Parlamento, prevede un “referendum consultivo” sugli articoli 333 e 350 della Costituzione; articoli nei quali si esprime esplicitamente che i venezuelani devono difendere la Carta quando un potere pubblico la rinnega o la disconosce.
Il “referendum” proposto prevede tre quesiti:
1) Approvarzione o no dell’Assemblea Costituente;
2) Rinnovo o no dei poteri pubblici eletti illegalmente;
3) Formazione o no di un “Governo di Unità Nazionale” e realizzazione o no di elezioni libere.
Il vicepresidente del Parlamento, Freddy Guevara, ha comunque assicurato che a prescindere dalla realizzazione della consultazione popolare, l’Opposizione continuerà a protestare pacificamente.