M5S prepara la battaglia del Fiscal Compact. Grillo: “Una truffa”

ROMA. – Linea durissima sul Fiscal Compact in vista della sua ratifica nei Trattati Ue prevista per novembre: Beppe Grillo e Davide Casaleggio preparano così la battaglia economica del M5S di quest’autunno. Una battaglia che prenderà forma – dopo quella, a colpi di 450 emendamenti messa in campo sul dl sulle banche venete – ad una manciata di mesi dalle elezioni e che conferma come, nel rapporto con l’Ue, il Movimento non abbandoni la trincea. Concentrandosi più sul Fiscal Compact che sull’Italexit ma non escludendo neanche questa possibilità.

Di certo, il M5S allarga la sua tela di rapporti finanziari ed economici con un convegno, organizzato alla Camera, che vede tra i relatori esperti italiani ed europei e al quale non rinunciano neanche Grillo e Casaleggio. Il primo ad arrivare è Davide, poi tocca a Grillo prendere posto al suo fianco. A lungo i due parlano con Luigi Di Maio e Carlo Sibilia, mentre Grillo si intrattiene per diversi minuti anche con Marcello Minenna.

E’ lui, l’ex assessore al Bilancio andato via dal Campidoglio nelle pieghe del caso Marra, il più “attivo” al convegno organizzato a Montecitorio. Ed è lui ad esortare l’Italia a chiedere “un’interpretazione” sul Fiscal Compact alla Corte di Giustizia Ue per verificare se esistano “profili di irregolarità in contrapposizione con i principi dei Trattati”. A riguardo, la tesi di Minenna è netta: scorporare dal Fiscal Compact tutti gli investimenti pubblici.

Parole che Grillo traduce a suo modo: “il Fiscal Compact è una truffa economica, semantica e morale bisogna ridiscutere i trattati”. E sulla possibilità che un governo M5S voglia uscire dall’euro Grillo quasi avverte: “ci saranno delle grosse sorprese…”.

Di certo, al convegno promosso dal M5S non tutti gli esperti la pensano così. Per uno dei consiglieri economici della cancelliera Merkel, Jochen Andritzky, il Fiscal Compact “va implementato e preso ancor più seriamente”. Mentre Wolfgang Munchau – l’editorialista del Ft con cui il M5S polemizzò nell’aprile scorso – si dice scettico sulla “serietà” della proposta di un’Italexit. Ma se ciò accadesse, sarebbe “una questione enorme, c’è da cambiare tutto il sistema bancario ed economico, c’è da essere preparati”, sottolinea Munchau.

Il M5S, tuttavia, si sta attrezzando e il convegno come quello di oggi è parte del suo percorso verso il programma di governo. “Oggi tutti erano d’accordo sul fatto che la moneta europea ha un problema strutturale”, spiega Casaleggio puntando anche lui sul Fiscal Compact: “dovrà essere messo sul tavolo della discussione”.

Il convegno, inoltre, vede tra i relatori Alberto Bagnai, esperto di economia spesso accostato, con le sue teorie, all’universo pentastellato. E c’è chi, vede nell’avvicinamento di Bagnai e nel ritorno di Minenna due potenziali ministri dell’Economia. “Io sono un tecnico”, glissa l’ex assessore indicato proprio da Di Maio per il Campidoglio. E un tecnico, si ragiona nel M5S, potrebbe in fondo essere indicato per l’Economia. Ma sugli endorsement è ancora presto: “se ne parla in autunno”, sottolinea un esponente avvezzo ai dossier economici.

(di Michele Esposito/ANSA)