“Caso Procuratrice”, tra cinque giorni il verdetto della Corte

Pubblicato il 04 luglio 2017 da redazione

CARACAS – Il verdetto sarà reso noto tra cinque giorni. Dopo aver ascoltato l’accusa, e in assenza dell’imputata, i magistrati della Corte Costituzionale si sono ritirati per deliberare. Pochi dubitano su quale sarà la sentenza finale. Comunque, si dovrà attendere.
Il presidente del Tribunale Supremo di Giustizia, Maikel Moreno, nell’aprire il processo contro la Procuratrice Generale della Repubblica, Luisa Ortega Díaz, ha tenuto a sottolineare che “non è il Pubblico Ministero l’organismo legittimo per giudicare una sua funzionaria perché si tratta di un caso di carattere etico e morale” e non penale. Così dava per conclusa la polemica su quale istituzione era legalmente competente per procedere contro il magistrato.
L’udienza si è svolta nonostante l’imputata non fosse presente. Minuti prima, nel corso di una conferenza stampa, la Procuratrice Generale, Luisa Ortega Díaz, aveva definito come un “circo” l’appuntamento presso l’Alta Corte.
– Il Tribunale Supremo di Giustizia – sosteneva Ortega Dìaz – si renderà nuovamente colpevole di una violazione per voler annullare il potere di una istituzione capace di difendere i manifestanti. E’ questa la ragione per la quale non sono andata. Non voglio accreditare, con la mia presenza, un circo che disonorerà la nostra storia con vergogna e dolore. E poi quale sarà la decisione, lo sappiamo tutti.
Nel corso dell’udienza, il primo a prendere la parola è stato il deputato del Partito Socialista Unito del Venezuela, Pedro Carreño, lo stesso che anni fa sostenne convinto nell’aula del Parlamento che i venezuelani erano spiati attraverso il decoder di Directv.
Il deputato ha accusato la Procuratrice di mentire nel sostenere che non aveva partecipato alla riunione del “Potere Morale Cittadino”; riunione indetta per stilare una lista di magistrati dell’Alta Corte. In quell’incontro erano presenti il Difensore Civico, Tareck William Saab, e il presidente della Corte dei Conti, Manuel Galindo. Il deputato ha anche assicurato d’avere prove che avalorano le sue affermazioni.
Così, Pedro Carreño, smentirebbe le recenti dichiarazioni della Procuratrice che, nelle ultime settimane, ha assicurato che si sarebbe negata a firmare il documento nel quale si presenta la lista definitiva dei “magistrati express”, per considerare questi incompetenti ad assumere tale responsabilità.
Anche il Difensore Civico, Tareck Willam Saab, è intervenuto nell’udienza per sottolineare che Ortega Dìaz “non solo ha partecipato alla riunione ma si mostrò d’accordo con le decisioni e le scelte della lista dei magistrati, poi consegnata all’An”. E ha mostrato il presunto documento originale con la firma della Procuratrice.
Dal canto suo, Manuel Galindo, presidente della Corte dei Conti, ha sostenuto che quelli non erano gli unici documenti che smentivano l’accusata.
A conclusione dell’udienza, il presidente del Tribunale, Maikel Moreno, informava che i magistrati avrebbero reso noto il verdetto tra cinque giorni.

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