G20: gli Usa frenano sul commercio e il clima

Angela Merkel, a sinistra, e Donald Trump. (Bernd von Jutrczenka/dpa via AP)
Angela Merkel, a sinistra, e Donald Trump.
(Bernd von Jutrczenka/dpa via AP)

BERLINO. – Il dissenso sul clima, che certo non sorprende, e le molte difficoltà sul commercio con Donald Trump si confermano dopo le sessioni di lavoro, che i leader mondiali hanno affrontato al G20 di Amburgo. Angela Merkel lo ha spiegato alla stampa alla fine della prima giornata: “Sul commercio le discussioni sono difficili, non voglio girarci attorno. Gli sherpa hanno ancora molto lavoro”.

Quanto al dossier sul clima, “è noto che la maggior parte si sia riconosciuta nell’accordo di Parigi. Sara’ interessante vedere – ha detto – come domani formuleremo il comunicato, rendendo chiaro che in questo campo ci sono ovviamente diverse opinioni, perche’ gli Stati uniti vogliono purtroppo uscire dall’accordo”.

A questo vertice spinoso, la cancelliera ha però offerto anche una chiave di lettura preventiva, prima di sedersi al tavolo dei partner: “Le soluzioni sono possibili solo se si accetta di arrivare a dei compromessi e di chiamare per nome le divergenze”.

Nel confronto con Donald Trump, insomma, vanno ridefiniti i termini di quel che può essere considerato un successo. Se gli “scogli” che fino a qualche giorno fa Merkel auspicava ancora pubblicamente di “poter superare” sembrano ancora molto ingombranti, nelle posizioni ufficiali, da fonti vicine ai lavori degli sherpa trapela che almeno sul fronte del commercio i segnali sarebbero “buoni”. Se si andasse avanti sulla direzione attuale, non si finirebbe “in un brutto mondo”.

Per quel che riguarda il clima, tema su cui si valutano diverse opzioni – anche quella di citare il dissenso fra i 20 nel comunicato – viene ripetuta la possibilità di un allegato. Dietro le quinte si sottolinea però che sulla green finance si starebbe registrando un successo: si è fatto tutto il lavoro programmato, e gli Stati Uniti hanno consegnato quello che era stato pattuito con Obama.

Su questo punto gli Usa riconoscono gli effetti del’impatto climatico sull’economia, e collaborano, pur senza euforia. Il tema rientra nel capitolo della “regolamentazione finanziaria”, campo in cui al momento si nega il flop annunciato nei giorni scorsi dallo Spiegel: Washington non avrebbe intenzione di mettersi di traverso e lavorerebbe insieme agli altri, ad esempio, per quel che riguarda la regolamentazione delle banche di rilevanza sistemica.

I leader sono stati poi indiscutibilmente uniti sul terrorismo: e lo hanno messo nero su bianco nel comunicato in cui si impegnano a combatterne le fonti di finanziamento. Ci si è molto concentrati anche sulle potenzialità che la rete offre alle organizzazioni terroristiche, e sulla necessita’ di arrivare a una cancellazione veloce delle informazioni che servono ai terroristi.

Infine il G20 si è misurato anche con la questione nordcoreana, chiedendo una reazione del consiglio di sicurezza dell’Onu ali ultimi test balistici che costituiscono “uno sviluppo molto minaccioso” per il mondo.