Dieselgate: un arresto, sospetti su un ingegnere italiano

ROMA. – Un ex dipendente dell’Audi, marchio di lusso della Volkswagen, è stato arrestato in Germania in relazione allo scandalo dieselgate. La procura di Monaco di Baviera non ha confermato se l’uomo arrestato sia Giovanni Pamio, accusato negli Stati Uniti di avere ordinato di programmare i motori diesel in modo da aggirare i test sulle emissioni. Ma secondo lo Spiegel online si tratterebbe proprio del sessantenne ingegnere italiano.

Pamio è ritenuto uno dei principali responsabili di una cospirazione che ha accompagnato lo scandalo costato alla Volkswagen più di 20 miliardi di dollari in multe e cause. Dovrà rispondere delle accuse di cospirazione, frode e per aver violato le norme ambientali statunitensi.

Agli atti risulta che il dirigente era capo del reparto termodinamica del dipartimento per lo sviluppo dei diesel dell’Audi a Neckarsulm, in Germania, e guidava una squadra di ingegneri al lavoro sul controllo delle emissioni dal 2006 a novembre 2015.

Pamio è l’ottavo ex dirigente della Volkswagen accusato nell’ambito dell’indagine portata avanti dall’ Fbi e dalla sezione criminale dell’Agenzia per la protezione ambientale. Uno di questi sarà giudicato alla fine di questo mese, un altro è in carcere negli Stati Uniti e altri cinque sono cittadini tedeschi.

La Volkswagen ha ammesso che i motori Vw, Porsche e Audi con motori diesel da due o tre litri erano stati programmati per aggirare i controlli anti inquinamento durante i test di routine e tornare al normale funzionamento durante l’uso delle vetture su strada. La truffa è andata avanti per anni prima di essere smascherata dalla West Virginia University.