G20, appello del Papa: “Date priorità a poveri e profughi”

CITTA’ DEL VATICANO. – Dare priorità ai poveri, ai profughi, agli esclusi, e mettere fine alle “inutili stragi” e alla “corsa agli armamenti”. Il messaggio del Papa al G20, in corso ad Amburgo, è un appello a costruire una pace che non sia solo economica. E a prendere in considerazione il fatto che la maggioranza dei popoli, esclusi dal Gruppo dei grandi perché contano solo il 10% da un punto di vista economico, sono quelli sui quali costruire uno sviluppo equo, sostenibile, capace di includere.

E Papa Francesco ribadisce anche il suo ‘no’ a muri di ogni tipo, quando invita a considerare misure che favoriscano la “libera circolazione” delle persone. “Nei cuori e nelle menti dei governanti e in ognuna delle fasi d’attuazione delle misure politiche c’è bisogno di dare priorità assoluta ai poveri, ai profughi, ai sofferenti, agli sfollati e agli esclusi, senza distinzione di nazione, razza, religione o cultura, e di rigettare i conflitti armati”, sottolinea Papa Francesco nel suo messaggio per il G20 di Amburgo, indirizzato alla Cancelliera tedesca Angela Merkel.

“La storia dell’umanità – aggiunge -, anche oggi, ci presenta un vasto panorama di conflitti attuali o potenziali. La guerra, tuttavia, non è mai una soluzione”. E quindi il Papa aggiunge: “Mi sento obbligato a chiedere al mondo di porre fine a tutte queste inutili stragi”. Lo scopo del G20 “è quello di risolvere in pace le differenze economiche” ma “ciò non sarà possibile se tutte le parti non si impegnano a ridurre sostanzialmente i livelli di conflittualità, a fermare l’attuale corsa agli armamenti”.

Poi l’invito all’accoglienza: “E’ possibile mettere in moto processi che siano capaci di offrire soluzioni progressive e non traumatiche e di condurre, in tempi relativamente brevi, a una libera circolazione e alla stabilità delle persone che siano vantaggiosi per tutti. Tuttavia, questa tensione tra spazio e tempo, tra limite e pienezza, richiede un movimento esattamente contrario nella coscienza dei governanti e dei potenti”.

Infine l’invito a tenere conto delle esigenze ma anche delle potenzialità di quei popoli che sono esclusi dai consessi dei Grandi: “Questa grande maggioranza che in termini economici rappresenta solo il 10% del totale, è quella parte dell’umanità che avrebbe il maggiore potenziale per contribuire al progresso di tutti”.

Infine un appello concreto per salvare 30 milioni di persone che non hanno cibo e acqua a sufficienza in Sud Sudan, nel bacino del Lago Ciad, nel Corno d’Africa e nello Yemen. “L’impegno per venire urgentemente incontro a queste situazioni e dare un immediato sostegno a quelle popolazioni sarà un segno della serietà e sincerità dell’impegno a medio termine – rileva il Pontefice – per riformare l’economia mondiale e una garanzia del suo efficace sviluppo”.